Tnas accoglie parzialmente il ricorso e riduce da 3 anni a 13 mesi la squalifica del bomber taorminese coinvolto dalla Procura Federale nell’inchiesta Calcioscommesse. Cade l’accusa di illecito, resta l’omessa denuncia. “Sono innocente, mi hanno infangato. Pronto anche al Tar”  

Maurizio Nassi

Maurizio Nassi non ha commesso illecito sportivo. Il Collegio Arbitrale del Tnas ha emesso nelle scorse ore il lodo sulla controversia tra l’attaccante siciliano e la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il tribunale ha “parzialmente accolto l’istanza proposta e, ai sensi dell’art. 7, comma 7 del CGS, ha applicato la sanzione di 13 mesi di squalifica, comprensivi del periodo già scontato. Il bomber taorminese era stato squalificato per 3 anni dalla Commissione Disciplinare della Figc in seguito allo scandalo del calcioscommesse, nel contesto di una vicenda che ha fatto molto discutere per l’assenza di riscontri oggettivi a carico di Nassi.

Il Lodo prevede adesso l’integrale compensazione delle spese di giudizio mentre pone a carico di Maurizio Nassi nella misura di 2/3 e della FIGC nella misura di 1/3, con il vincolo di solidarietà, il pagamento degli onorari del Collegio Arbitrale e dei diritti amministrativi”.

Il calvario di Nassi era iniziato il 18 giugno 2012: ci sono voluti otto mesi per arrivare ad un chiarimento della sua posizione. Cade l’accusa di illecito e resta quella di omessa denuncia, che il diretto interessato respinge ancora adesso con fermezza.

“Mi hanno tolto l’illecito sportivo – afferma Nassi – ma certamente non posso ancora adesso non provare enorme fastidio e tanta amarezza nel pensare che il mio nome sia stato accostato a vicende di disonestà che non mi appartengono in nessun caso. Mi sono opposto perchè sono innocente e non ho mai commesso alcun illecito, e perchè dopo aver fatto 20 anni di calcio in modo pulito quella squalifica ha infangato la mia carriera e la mia persona. Mi avrebbero ricordato solo per la squalifica e non potevo permettere che venisse messa questa “etichetta”. Rimane l’omessa denuncia, una colpa che non mi appartiene”.

“Il Tnas – aggiunge Nassi – è il più alto grado di giudizio nel calcio ma a questo punto mi riservo ulteriori azioni in altre sedi (l’attaccante potrebbe andare al Tar, ndr). Ho perso un anno di calcio e sono stato messo alla gogna mediatica. Fa riflettere e suscita amarezza che solo perchè non sono un calciatore famoso di Serie A ho dovuto aspettare 8 mesi per avere un minimo di giustizia. Ho assistito a una tempistica assurda, che ha visto altri colleghi più noti arrivare ad ottenere una sentenza in tempi brevissimi. Mi hanno messo in un tunnel ma io voglio continuare a fare il calciatore e non vedo l’ora di tornare in campo”. La squalifica di Nassi finirà il 18 luglio. Nella prossima stagione potrà, dunque, essere di nuovo protagonista sui campi di calcio.

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