La crisi può alzare le tensioni sociali e contestazioni a politici e sindacalisti: “ora si temono atti spettacolari”

007 segnalano pericoli attentati

Il rapporto dei servizi segreti al Parlamento lancia l’allarme terrorismo legato alla crisi economica. Se non ci fosse una ripresa c’è un rischio concreto di un innalzamento delle “tensioni sociali” e “contestazioni ad esponenti politici e sindacali”. Fino ad arrivare ad “attentati spettacolari”.

Secondo l’intelligence il “massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali” ha contribuito a contenere le tensioni che sono andate accumulandosi in diversi ambiti, dalla protesta degli autotrasportatori in Sicilia alla campagna contro Equitalia, dalla Tav alla scuola. Tuttavia, in assenza di segnali di un’inversione del ciclo congiunturale, si legge nella Relazione annuale del Dis, l’incremento delle difficoltà occupazionali e delle situazioni di crisi aziendale, potrebbe minare progressivamente la fiducia dei lavoratori nelle rappresentanze sindacali, alimentare la spontaneità rivendicativa e innalzare la tensione sociale, offrendo nuove opportunità ai gruppi dell’antagonismo”, per “intercettare il dissenso e incanalarlo verso ambiti di elevata conflittualità”.

Un eventuale aggravamento dello scenario congiunturale potrebbe “costituire fattore di aggregazione e generalizzazione del dissenso, favorendo l’azione delle frange antagoniste che mirano alla radicalizzazione dell’offensiva sociale”. Un ruolo “trainante”, sottolinea la relazione dei servizi, rivestono “le frange anarco-insurrezionaliste, principali protagoniste delle azioni radicali nella Val di Susa, determinate ad alimentare la protesta contro la Tav superandone i limiti localistici per diffondere il conflitto nei territori”.

E ulteriori fermenti di lotta si registrano contro la linea Verona-Brennero, in Trentino Alto Adige, e la tratta Genova-Milano, nell’ambito del progetto denominato Terzo Valico per la linea Genova-Rotterdam. Ciò a testimonianza di una contaminazione dello schema contestativo anche in relazione ad altri interventi infrastrutturali che interessano il Paese. Si è confermato il ricorso ad azioni continue ma di “bassa intensità”, secondo una prassi (cosiddetta “strategia di logoramento”) ritenuta cautelativa per gli antagonisti ma fortemente onerosa per l’azione di contrasto. Insomma la minaccia anarco-insurrezionalista rimane “estesa e multiforme”, in grado di tradursi in una “gamma di interventi” che può comprendere anche “attentati spettacolari”.

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