Nel nuovo romanzo di Angela Failla un dectective dal passato complicato, alle prese con un terribile serial killer che sta seminando il terrore nella città di Bright

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“Il collezionista di bambole”, edito da Graus Editore, è il titolo del nuovo romanzo della giornalista e scrittrice siciliana Angela Failla, collaboratrice di Blogtaormina, già nota ai lettori per il successo del libro “Chissà se si chiamava amore”. Un romanzo tutto nuovo che segna una svolta nel modo di scrivere dell’autrice annoverandola fra le scrittrici del giallo. Una prova eccellente che trasforma una piccola città nel teatro del più efferato tra gli omicidi. Tre donne sono state uccise: una studentessa, un avvocato e una cameriera, tutte in modi diversi.

Niente sembra accomunare i delitti tranne una polaroid rinvenuta su ogni cadavere, foto che conduce al successivo assassinio e una cartolina – ricevuta dalle vittime – che preannuncia loro la morte. Chiamato a risolvere il caso è il detective Manuel Boselli, un uomo dal passato complicato, alle prese con il Giocattolaio, il terribile serial killer che sta gettando nel panico la città di Bright.

Molteplici sono i quesiti a cui dovrà rispondere il detective: Perché le citazioni? Perché il numero cinque? Perché le polaroid? Ma il detective dovrà anche rispondere al quesito più importante: perché il Giocattolaio lo sta sfidando? Un thriller a scatole cinesi dove la suspense la fa da padrona. Dalle prime pagine emerge il talento investigativo racchiuso in un testo che emoziona con dettagli tecnico-scientifici che, in un crescendo di tensione, rendono l’indagine realistica e avvincente.

Una trama originale e incalzante che assegna al lettore il difficile compito di scavare nell’interiorità dei personaggi per cercare di trovare la soluzione di questo giallo. Pagina dopo pagina il lettore immagina l’identità del misterioso assassino, ma deve aspettare l’epilogo per identificarlo definitivamente.

Con l’aiuto dell’ambiziosa ed intuitiva giornalista Shelly Wathkins, Manuel Boselli si tuffa in un’avventura senza ritorno dove tutto è il contrario di tutto e dove il Giocattolaio ha già definito ogni cosa. La scrittrice, con il suo genio creativo e le diverse ricerche, confeziona un racconto forte, dalle giuste tinte del giallo e con un colpo di scena finale degno dei migliori Hitchcock.

 

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