Bersani: “lo dica in Parlamento. Lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”. Grillo: “no al voto di fiducia”

Beppe Grillo

“Quel che Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento. E lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ha replicato al leader del Movimento 5 Stelle che lo ha definito uno “stalker politico”.

Una durissima stroncatura quella che Grillo ha riservato al segretario del Pd con un post sul suo blog nel quale lo definisce “morto che parla” con tanto di citazione del vecchio manifesto di un film con Totò e Silvana Pampanini. “Bersani è uno stalker politico. Da giorni – ha scritto Grillo – sta importunando il M5S con proposte indecenti invece di dimettersi, come al suo posto farebbe chiunque altro. E’ riuscito persino a perdere vincendo. Ha superato la buonanima di Waterloo Veltroni”.

“Il Movimento 5 stelle non darà alcun voto di fiducia al Pd (né ad altri). Voterà in aula le leggi che rispecchiano il suo programma chiunque sia a proporle”, ha scritto ancora su Twitter Grillo, correggendo le parziali aperture post-elettorali di alcuni esponenti del suo movimento.

Intanto la moglie Parvin ha fatto sapere che il leader del M5S è partito per Roma: “L’ho portato stamattina in aeroporto – ha affermato – è partito per Roma”. Grillo era uscito di casa in auto intorno alle 9 accompagnato dalla moglie senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti assiepati all’esterno della sua villa.

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