Secondo il governatore l’ex capo dell’Antimafia è l’uomo giusto per il Quirinale. “E la collaborazione realizzata all’Ars con 5 Stelle si può replicare a livello nazionale”

Rosario Crocetta

“L’Udc ha sbagliato. Il Pd ha sbagliato”. Ma con l’Udc e il Pd, lui dovrà governare. E non solo con loro. Il day after delle elezioni politiche è anche l’alba di una nuova stagione per il governo regionale. “Non ci sarà nessun rimpasto” ha detto Rosario Crocetta, mentre ancora caldi erano i numeri che affluivano dai seggi. Ma quasi certamente, quella del governatore è dichiarazione prudente, intrisa di fair play. Il rimpasto, ci sarà. E non è nemmeno troppo lontano. Non si tratterà, però, una volta tanto, di una rivoluzione, bensì di un piccolo intervento di chirurgia estetica. Un “ritocchino”.

Anche perché – come si legge su Live Sicilia – , qualcosa è cambiato. Già da qualche settimana. Da quando, cioè, l’Udc ha scelto la strada del sostegno a Mario Monti. Mettendosi in concorrenza col Pd e col Megafono di Crocetta. “L’Udc ha sbagliato – ha commentato il governatore – la sua è stata una scelta suicida. Se si fosse alleato con noi, il centrosinistra avrebbe ottenuto anche il premio di maggioranza al Senato. E invece…”. E invece niente maggioranza. Niente seggio a Palazzo Madama per Antonio Presti, molto vicino a Crocetta. E soprattutto, un rapporto, quello con i centristi, che, vuoi o non vuoi, si è incrinato. Anche in seguito alle punzecchiature di Casini: “Adesso da Crocetta ci aspettiamo i fatti”. Alla quale il presidente aveva risposto con sarcasmo: “Mi chiedo come faranno gli assessori della mia giunta che appartengono all’Udc, a votare un candidato come Monti, che ha penalizzato fortemente la Sicilia”.

Così Crocetta, adesso, probabilmente inizierà a guardare altrove. Perché, al di là delle rassicurazioni: “Nonostante i centristi abbiano sbagliato, – ha detto il governatore – sarò fedele a quell’alleanza. Continueremo a governare insieme”, qualcosa cambierà. Il risultato deludente, anche in Sicilia, dell’Udc, potrebbe suggerire al presidente di espandere in un’altra direzione la propria maggioranza all’Ars. E la direzione è quella puntellata dalle cinque stelle. “Adesso – rivela – è presto per parlare di rimpasto, o cose del genere. Certamente, però, già nei prossimi giorni inizierò a discutere con gli alleati, ma non solo con loro”.

Il presidente, insomma, apre ai “grillini”: “Credo che dopo gli ultimi risultati – spiega Crocetta – non possano tirarsi indietro. Chiederò loro di aprire un dialogo. Anzi, di riaprirlo. Del resto, proprio io sono stato il primo ideologo in Italia di un’alleanza tra centrosinistra e Movimento cinque stelle”.

Una soluzione che si fa lentamente strada anche a Roma, dove i democratici sembrano intenzionati a chiedere un’apertura a quello che è, numeri alla mano, il primo partito d’Italia. Insomma, nei prossimi giorni potrebbe essere caldissimo l’asse Pd-Megafono-Movimento cinque stelle. Mentre negli stessi giorni, alcuni dei “nuovi acquisti” potrebbero spingere per ottenere il riconoscimento al sostegno dato al Movimento del governatore in occasione di queste Politiche. Magari con un ingresso in giunta: “Come si fa – dice però Crocetta – a parlare oggi di rimpasto, quando l’Italia è in una situazione delicatissima? Per il momento, non faremo nulla”. Scelta saggia, all’apparenza. Ma che potrebbe risultare anche strategicamente “astuta”.

Lo sguardo del governatore è già rivolto verso le prossime amministrative di maggio. La campagna elettorale, di fatto, partirà tra un mese e mezzo. E nel frattempo, bisognerà portare il bilancio all’Ars. Così, Crocetta temporeggerà. Potrebbe, forse, solo risolvere la “grana” Zichichi, che sembra sempre più una nota stonata in giunta, dopo le sue dichiarazioni pro-Nucleare e pro-Muos. Gli altri, si mettano in fila. E diano una mano per le Provinciali e Amministrative. Dopo di quelle, semmai, via al valzer degli assessori. Via al ritocchino per il governo della rivoluzione.

“Il modello siciliano, la collaborazione tra Partito democratico e Movimento 5 stelle, funziona a Palermo e può funzionare anche a Roma”, sottolinea Crocetta, che esalta il modello “di convergenze istituzionali”, citando Moro e Berlinguer e invita Pierluigi Bersani e Beppe Grillo a trovare un primo accordo sul Presidente della Repubblica.

Per Crocetta – riporta Live Sicilia – il candidato al Quirinale dovrebbe essere Pietro Grasso. “E’ un nome che potrebbe mettere d’accordo tutti”, aggiunge Crocetta nell’intervista di Marialuisa Pezzali. Quanto ai punri principali su cui torvare un’intesa Crocettta indica la trasparenza e il “no al massacro sociale”. “Non ho fatto inciuci”, dice il governatore.

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