Rivelazione choc di Eva Henger: “Moana andava a letto con i potenti dell’Occidente per carpire notizie riservate che poi era solita passare ai servizi segreti della Russia”

Moana Pozzi

Quando diventi una leggenda da quel momento appartieni all’immaginario che alimenta a sua volta altre leggende. È il caso di Moana Pozzi, morta il 14 settembre del 1994 nell’ospedale di Lione, fulminata molto probabilmente dall’Aids, aveva 33 anni. Qualche anno dopo si disse e si scrisse che Moana non era mai morta, era solo sparita: una leggenda che ancora resiste.

L’altra sera nella trasmissione “Mistero” di Italia Uno, Eva Henger, la vedova del re del porno Riccardo Schicchi «si toglie un peso dalla coscienza» e rivela che Moana non morì il 15 settembre del 1994 ma tempo dopo e non finisce qui, l’ungherese infatti sgancia la bomba atomica: Moana Pozzi era un agente del Kgb, il servizio segreto della Russia di una volta, una spia, una Mata Hari che andando a letto coi potenti dell’Occidente carpiva notizie riservate che poi passava ai russi….

«Balle, solo balle! Eva Henger cerca pubblicità, dopo la scomparsa di Schicchi la sua carriera artistica è in picchiata e allora cerca visibilità, pubblicità. Adesso ci manca solo che Moana sia anche sbarcata sulla Luna…». A parlare è Alberto Maccione un architetto romano che Moana la conosce a fondo, è stato il suo fidanzato per quasi quattro anni. E noi quella love story l’abbiamo vista nascere.

Quando Moana era in ospedale a Lione, lui la sentiva al telefono tutti i giorni: «Anche tre, quattro volte al giorno… anche il giorno prima che morisse. Morì alle quattro del mattino e venni subito avvertito dalla mamma Rossana e Antonio Di Ciesco che era al suo capezzale…».

Antonio Di Ciesco era il marito di Moana sposato due anni prima a Las Vegas. Lo stesso che rivelò al Messaggero di averla aiutata a morire (facendo entrare bollicine d’aria nella flebo) e per questo indagato per omicidio.

Continuano, insomma, rivelazioni inedite che poi si rivelano spesso fantasie e leggende metropolitane sulla sorte di Moana Pozzi e sulla sua vita.

Ma non sarebbe meglio far scendere finalmente un silenzio rispettoso su chi adesso non c’è più? Un atto dovuto verso questa donna, tanto avvenente quanto sfortunata, che con la sua bellezza e personalità è entrata nei cuori degli italiani a dispetto della sua discussa professione.

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