Perito analizzerà altre 200 casse di reperti che si troverebbero a palazzo Farnese o immobile adiacente

Emanuela Orlandi

Nuovi testimoni e nuove indagini sul sequestro di Emanuela Orlandi. Mentre domenica mattina, Pietro, il fratello della ragazza scomparsa, si è recato nella piazza del Vaticano per ascoltare l’angelus di Papa Ratzinger e sperare invano in un suo pensiero verso la sorella, la Procura di Roma ha ripreso a interrogare.

Quattro le persone sentite dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Simona Maisto. Persone vicine a Emanuela e che la conoscevano bene, tra i quali un compagno della scuola di musica che è stato tra gli ultimi a vederla.

Due interrogatori si sono svolti sabato. E ieri, nonostante fosse domenica, altre due audizioni. Sono testimoni che la procura sta ascoltando per un filone parallelo all’indagine del sequestro, e che riporterebbe a una delle piste battute dagli investigatori: quella di un rapimento a sfondo sessuale.

C’è un altro fronte aperto, poi, e i cui risultati sono attesi con ansia dai magistrati, ed è quello che riguarda la perizia sulle ossa recuperate all’interno della cripta della basilica di Sant’Apollinare. Il medico legale Cristina Cattaneo che coordina il pool di tecnici che sta studiando i reperti, vuole effettuare nuovi accertamenti prima di depositare le sue conclusioni. E vuole andare a vedere tra 200 nuove casse di ossa che si troverebbero a palazzo Farnese o in un immobile adiacente, perché sarebbero state consegnate dopo i lavori di ristrutturazione effettuati in uno stabile di proprietà della fondazione collegata all’Università della Santa Croce, che dal ’90 è entrata in possesso della basilica di Sant’Apollinare. L’esperta ne è venuta a conoscenza probabilmente dopo la testimonianza di un operaio che disse ai magistrati di aver partecipato a quei lavori di restauro e di aver visto altre ossa, oltre a quelle recuperate nella cripta.

Rimangono, comunque, al vaglio dei magistrati anche le condotte dei vari protagonisti, finiti al centro di questa inchiesta. A cominciare dall’ex rettore di Sant’Apollinare, don Pietro Vergari, lo stesso che ha mediato per la sepoltura di Enrico De Pedis tra quelle mura sacre. Vergari è iscritto sul registro degli indagati per sequestro di persona e omicidio. Nel fascicolo dei pm sono contenute delle conversazione intercettate tra il prete e la moglie del boss della Magliana.

È don Vergari a chiamare per chiedere alla donna quale versione deve dare agli inquirenti riguardo a quella sepoltura. Alcuni dialoghi sono stati anticipati ieri sera nella trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi su La7, e sembrano chiarire perché l’ex rettore sia finito sotto accusa.

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