Il magistrato stroncato a 49 anni da una malattia. Era stato Pm del processo a Fabrizio Corona e Vallettopoli

Frank Di Maio al processo a Corona

Lutto nella giustizia italiana. E’ morto a Milano, dopo una breve malattia, il magistrato Frank Di Maio. Era stato il pm del processo a Fabrizio Corona e dell’inchiesta su “Vallettopoli” nella quale erano coinvolti personaggi dello sport, dello spettacolo e della politica. Di Maio era nato 49 anni fa a Cefalù (Palermo).

Prima di trasferirsi alla Procura di Milano, è stato per 5 anni sostituto procuratore a Termini Imerese.

Nell’ultima settimana le sue condizioni si erano aggravate, il decesso è avvenuto nelle scorse ore all’ospedale San Raffaele di Milano. Di Maio era nato 49 anni fa a Chicago da genitori cefaludesi. E a Cefalù era molto legato. Qui ha studiato al liceo Mandralisca e qui è vissuto fino a quando è stato sostituto procuratore a Termini Imerese. Della sua attività si ricordano le inchieste sui reati ambientali e sulle lottizzazioni a Campofelice di Roccella. Poi il trasferimento a Milano dove ha conquistato, come detto, una grande notorietà mediatica con l’inchiesta su “Vallettopoli”, un affare nel quale erano coinvolti personaggi dello spettacolo, dello sport e della politica.

Di Maio ha poi condotto un’altra inchiesta che ha avuto larga eco sui giornali: protagonista Fabrizio Corona e le sue incursioni fotografiche nella vita privata di calciatori e personaggi dello spettacolo.
Con Cefalù Frank Di Maio aveva mantenuto un forte legame. Qui vivono i suoi familiari e qui tornava soprattutto d’estate. In un’occasione è stato ospite della rassegna culturale degli “Incontri d’estate” curata da Giovanni Cristina. Di Maio partecipò a una serata con il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, e il prof. Giovanni Fiandaca.

Su Facebook si affollano i ricordi e i pensieri di tanti amici cefaludesi di Frank Di Maio. Alcuni anche molto personali e toccanti

Il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, ricorda così Frank Di Maio: “È stato un uomo di cui la nostra città è potuta andare fiera. La preziosa opera svolta nella magistratura, quale fedele servitore dello Stato, lo avrebbe certamente condotto verso i più alti traguardi professionali. La cattiva sorte lo ha però crudelmente strappato alla vita ed assai prematuramente sottratto alla famiglia, cui va la nostra vicinanza, in questo momento di grande dolore e strazio. Ne rimane privata tutta la città, specie le persone che, come me, lo avevano conosciuto e ne avevano potuto apprezzare le straordinarie ed indelebili doti umane”.

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