Settimana cruciale all’orizzonte per il Comune di Taormina. Gli uffici dichiarano l’impossibilità di procedere al riequilibrio: ora non sembra esserci alternativa al dissesto. Revisori: “situazione critica”

Comune di Taormina a rischio dissesto

L’ombra del dissesto sul Comune di Taormina: il crack economico, più volte chiacchierato negli anni recenti, stavolta sembra vicino e forse inevitabile. Fibrillazione a Palazzo dei Giurati dopo la nota a firma congiunta della direzione generale e della ragioneria che giovedì scorso ha comunicato l’impossibilità di dare corso alla procedura per il piano di riequilibrio finanziario, avviata il 29 dicembre scorso con delibera di Consiglio e la cui approvazione era attesa adesso per fine mese.

Il totale dei debiti fuori bilancio per l’anno 2013 è un “macigno” da 10 milioni 715 euro e secondo gli uffici, per far quadrare i conti, non può bastare l’ipotizzato aumento massimo delle imposte. Ad aggravare la situazione “la mancata accettazione, da parte di alcuni creditori, della rateizzazione decennale proposta” e “l’impossibilità di utilizzare dal 1 gennaio 2013 i proventi da alienazione di beni patrimoniali per la copertura di debiti fuori bilancio da imputare alla spesa corrente (legge n.228/2012)”. Adesso all’orizzonte sembra esserci il dissesto: una prospettiva che potrebbe avere molteplici riflessioni, a tre mesi ormai dalle elezioni comunali.

“Al momento possiamo soltanto dire che la situazione è critica – afferma il presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, Gabriele Pagano – e lunedì ci riuniremo per esaminare tutta la documentazione, soffermandoci in particolare sulle comunicazioni di mancata rateizzazione e quindi il rifiuto opposto da alcuni creditori alla proposta di pagamento dilazionato da parte del Comune. Nelle scorse ore ho contattato la Corte dei Conti e ho avuto conferma che, qualora non si dovesse esitare la prevista delibera di riequilibrio, non si tratterebbe di revoca in quanto ad ora si tratta soltanto di una procedura di predissesto avviata ma non conclusa. E’ chiaro che la nota degli uffici potrebbe avere ripercussioni importanti. Lunedì mattina incontrerò anche il presidente del Consiglio, per fare il punto sulla questione. Il Collegio ha evidenziato con puntualità, a più riprese, la criticità del quadro finanziario in essere. L’imminenza delle elezioni amministrative sta facendo passare in secondo piano la gravità di un quadro economico sul quale adesso c’è bisogno di decisioni immediate”.

Non sarà semplice trovare una soluzione risolutiva, tenendo conto che “la vendita dei beni non potrà finanziare, in ogni caso, la spesa corrente”. Possibile ma di fatto difficile che ci sia un ulteriore innalzamento delle imposte e tagli ai servizi, in un contesto nel quale a Taormina la pressione fiscale è già alta e secondo gli uffici altri aumenti non basterebbero per coprire il debito. Il presidente Pagano ha fatto poi una importante precisazione che sgombra il campo da equivoci sull’atteso esito del collaudo definitivo dei parcheggi, dai quali il Comune vorrebbe rivendicare inadempienze milionarie nei confronti di Impregilo: “il collaudo non giustificherebbe l’immissione in bilancio di alcun importo. Non è un titolo ma una valutazione comunque di parte. Non siamo in presenza di un pronunciamento di un giudice come avvenuto invece nel caso delle pretese avanzate da Impregilo verso il Comune”.

Va ricordato che il totale dei debito fuori bilancio per il 2013, che al momento il Comune non può coprire, è stato quantificato in 10 milioni senza però considerare l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo di Impregilo: 25 milioni che porterebbero a 35 mln il deficit annuale. Non è difficile immaginare che l’impresa sia pronta a reclamare l’intero importo.

Il 27 febbraio scadono i 60 giorni che dal 29 dicembre scorso in poi hanno sin qui bloccato le azioni giudiziarie nei confronti del municipio. A quel punto i creditori potrebbero subito tornare a bussare alla porta del Comune.

© Riproduzione Riservata

Commenti