Per gli uffici di Palazzo dei Giurati “non sussistono condizioni per predisporre il piano di riequilibrio”

Palazzo dei Giurati, sede del Comune di Taormina

Clamoroso dietrofront sul piano di predissesto del Comune di Taormina. Il 29 dicembre scorso era stata avviata, con apposita delibera di Consiglio, la procedura per il riequilibrio finanziario dell’ente, ed in virtù di ciò l’assemblea sarebbe quindi chiamata – per evitare il dissesto – ad esitare il piano entro fine mese, alla scadenza dei 60 giorni di tempi previsti da questa procedura: ma ieri mattina il direttore generale, Michelangelo Lo Monaco, e il ragioniere generale, Rosario Curcuruto, hanno inviato al sindaco, al presidente del Consiglio e al presidente del Collegio Revisori dei Conti una nota nella quale comunicano che “non sussistono le condizioni per la predisposizione di un Piano di riequilibrio finanziario”.

Una presa di posizione a sorpresa quella degli uffici di Palazzo dei Giurati proprio nella giornata in cui a Palermo Anci Sicilia ha presentato in Regione un accordo con la Regione siciliana e l’Ifel per costituire una task force a supporto delle Amministrazioni locali in difficoltà, alla presenza degli assessori Luca Bianchi e Patrizia Valenti.

“Se il fondo per gli Enti locali non verra’ rimpinguato – secondo Giacomo Scala, presidente Anci Sicilia – e se continueranno i tagli centrali, saranno a rischio 300 Comuni su 390 nell’Isola”. Tra i Comuni a rischio viene indicato anche Taormina, “La dichiarazione di dissesto o pre-dissesto – ha precisato Patrizia Valenti, assessore regionale agli Enti locali – ha come prima conseguenza quella di innalzare al massimo tutte le aliquote”. Taormina aveva comunicato la propria posizione critica, con un deficit di circa 47 milioni, quando intese deliberare a fine 2012 l’avvio dell’iter di pre-dissesto. Ora, come detto, lo scenario cambia e torna l’incertezza, con lo spettro del dissesto che incombe.

“Acquisiti ed esaminati gli atti istruttori necessari a predisporre il Piano di Riequilibrio finanziario” si relaziona che gli spazi finanziari destinabili nell’anno 2013 alla copertura di debiti fuori bilancio possono cosi riassumersi. Tagli Statali: riduzione Tares 470 mila euro, riduzione spendine review 609 mila euro, sforamento patto di stabilità 2012 euro 317 mila, per un totale tagli di Un milione 396 mila euro. Risparmi presunti di spese: integrazioni orarie ASU 36 mila 570 euro, indennità direttore generale 19 mila 136 euro, pensionamenti e risorse decentrate 138 mila euro, oneri straordinari Un milione 400 mila euro, altre spese 60 mila euro; totale tagli di spesa Un milione 653 mila euro. Maggiori entrate IMU 622 mila euro 416 euro, TARES Un milione 362 mila euro, COSAP 22 mila 652 euro, IRPEF 266 mila 799 euro, per un totale maggiori entrate di 2 milioni 273 mila euro 867 euro. Nuove entrate: Imposta di soggiorno: 900 mila euro, nuovi contratti Asm 350 mila euro, totale nuove entrate Un milione 250 mila euro. Il totale spazi finanziari stimato per l’anno 2013 è di 3 milioni 781 mila 573 euro. I debiti fuori bilancio riconoscibili ai sensi di legge, da ripianare entro il 2013 – si legge sempre nella nota – ammontano a: sentenze esecutive 9 milioni 499 mila euro, acquisizione beni e servizi senza impegno di spesa Un milione 216 mila euro. Totale debiti fuori bilancio (anno 2013) è di 10 milioni 715 euro, di cui Un milione 462 mila euro finanziabili in conto capitale. Si ritiene – conclude il documento – nonostante l’ipotizzato aumento massimo di aliquote e/o tariffe, non sussistono, allo stato, le condizioni per la predisposizione di un Piano di riequilibrio finanziario che consenta all’ente di ripianare nell’anno 2013 i debiti fuori bilancio riconoscibili ai sensi di legge. Ciò anche per i seguenti motivi: mancata accettazione, da parte di alcuni creditori, della rateizzazione decennale proposta; impossibilità di utilizzare dal 1 gennaio 2013, i proventi da alienazionedi beni patrimoniali per la copertura di debiti fuori bilancio da imputare alla spesa corrente (legge n.228/2012)”.

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