Il “Terri Schiavo italiano” nel 2003, in seguito ad un incidente stradale, era finito in coma classificato come vegetativo permanente. Ma si era risvegliato. Era in causa per ottenere una cura con le cellule staminali

Salvatore Crisafulli

Salvatore Crisafulli è morto questa mattina a 47 anni nella sua casa di Catania, circondato dai suoi familiari. Soprannominato il “Terri Schiavo italiano”, in seguito ad un incidente nel 2003 era finito in coma vegetativo dal quale era uscito.

Fondò col fratello Pietro l’associazione Sicilia Risvegli per aiutare persone in situazioni post-comatose. Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni.

La vita di Salvatore aveva subito un brusco arresto nel 2003 quando, una mattina, nell’accompagnare uno dei quattro figli a scuola in vespa, si schiantò contro un furgone di gelati. Per lui una diagnosi terribile: coma vegetativo permanente. Poi, quasi per miracolo, nel 2005, mentre negli Stati Uniti a Terri Schiavo veniva staccata la spina, in Italia lui si risvegliava. Il 5 aprile, dopo due anni di coma, la dottoressa Cecilia Morosini di Milano attestava che Salvatore era sveglio e attento e poteva migliorare la propria condizione.

Da lì si erano riaccese le speranze per la famiglia e per lui che era arrivato a vivere paralizzato, ma completamente cosciente, riuscendo a comunicare con gli occhi, con il movimento del capo, a sorridere e ad emozionarsi. Salvatore aveva poi fornito il proprio impegno sociale nel sostegno a persone come lui fondando l’associazione “Sicilia Risvegli”.

Il 12 febbraio aveva fatto un ricorso urgente al tribunale di Catania per essere sottoposto a terapie con le cellule staminali come concesso ai bambini Daniele, Smeralda e Celeste, con buoni risultati. In questi giorni attendeva la visita di un medico indicato dal tribunale. Ma le sue condizioni si sono aggravate: ieri ha perso coscienza e oggi è spirato.

Dal momento dell’incidente, la sua vita e quella dei familiari è stata una lunga battaglia legale e mediatica con le autorità per ottenere l’assistenza adeguata. Addirittura, nel 2009, gli venne sospesa la pensione perché dichiarato un “falso invalido”. La giornalista Tamara Ferrari ha seguito la vicenda fin dalle prime battute e ha scritto con il fratello Pietro Crisafulli il libro “Con gli occhi sbarrati”. Anche Tgcom si è occupato spesso di Salvatore schierandosi dalla sua parte in difesa della vita e della dignità umana.

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