Il presidente della Seconda Commissione Consiliare, Fiero Messina: “il debito impone anche scelte difficili e potrebbe essere necessario alienare il Palacongressi”. Tra i beni in vendita sta per entrare anche la piscina

Fiero Messina

“La presenza del Palacongressi nell’elenco dei beni comunali alienabili non è una scelta di circostanza ma un sacrificio che potrebbe rendersi necessario e chi si affanna a gridare allo scandalo non ha compreso la situazione in cui si trova il Comune di Taormina”. Lo dichiara il presidente della Seconda Commissione Consiliare, Fiero Messina. L’auditorium di piazza Vittorio Emanuele II potrebbe concretamente finire in vendita e lo stesso Messina (che lo scorso novembre presentò in Consiglio l’emendamento poi approvato dall’aula che ha reso alienabile il Palacongressi nell’esercizio 2014) fa chiarezza in tema.

“Nei giorni scorsi – spiega Messina – abbiamo letto alcune dichiarazioni inopportune e imprecise di un esperto incaricato dal sindaco per la ricognizione del patrimonio comunale. L’intendimento del Comune è quello di cercare di mantenere i propri beni laddove possibile ma il debito impone scelte anche difficili per evitare il dissesto. Il Palacongressi (valutato 15 milioni di euro potrebbe realmente finire in vendita e non vedo perchè ci si meraviglia. In questi anni il Comune ha speso centinaia di migliaia di euro per manutenzioni in una struttura che ha problemi di agibilità e per lo più rimane chiusa. Vogliamo continuare cosi o far funzionare quel sito con l’impegno di un privato in una struttura che manterebbe in ogni caso la stessa destinazione d’uso? Che utilità ha il Comune nell’attuale situazione da un immobile che non può gestire e che in queste condizioni non dà nessun ritorno nè all’ente pubblico né alla città? C’è bisogno di risorse. Lasciamo perdere certe affermazioni strumentali. Per come ha inteso procedere la Commissione consiliare e come avallato e deliberato dal Consiglio abbiamo ritenuto giusto tutelare le scuole ma al contempo nulla esclude uno spostamento futuro degli studenti e l’istituzione di un polo scolastico al Capalc”.

Fiero Messina, intanto, ha rivelato che la Seconda Commissione sta effettuando in queste ore una ricognizione aggiornata dei beni, e potrebbe esserci qualche novità importante in Consiglio, dove ricordiamo che entro fine mese andrà approvato il regolamento del piano di valorizzazione e alienazione dei beni e bisognerà deliberare il piano di riequilibrio finanziario dell’ente, con tutte le scelte che dovrà comportare. “Stiamo valutando la possibilità di presentare una proposta di alienazione di altri immobili comunali infruttiferi, che richiedono un costante esborso di fondi al Comune senza poi determinare alcun profitto per le casse pubbliche. E’ chiaro che il piano di riequilibrio imporrà di tagliare le spese, se necessario sacrificare alcuni beni e ricavare le risorse necessarie per metterne a regime altri”. La Commissione starebbe lavorando nell’ambito della proposta da portare in aula all’inserimento tra i beni da alienare anche della piscina comunale di contrada Bongiovanni. La struttura fu affidata nel 2008 durante l’allora gestione commissariale del Comune ad un privato, a seguito di una gara che stava per generare un contenzioso.

A Palazzo dei Giurati ci sarebbero forti malumori in particolare sui costi interamente a carico dell’ente per le utenze e le modeste entrate per il Comune. Il valore dell’impianto natatorio viene stimato attorno ai 10 milioni di euro.

“Rimandiamo al mittente le critiche di chi grida allo scandalo sulle scelte obbligate che stiamo facendo, alla luce di un debito pesante che va ripianato e che non nasce certamente oggi ma negli anni passati. Ci troviamo ad affrontare un debito milionario e lo stiamo facendo con senso di responsabilità, ritenendo che l’unico obiettivo da centrare sia quello di sottrarre il Comune al pericolo del dissesto finanziario”.

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