I rossoneri di Allegri battono 2-0 il Barcellona di Messi nella partita d’andata degli ottavi di Champions League

Kevin Prince Boateng

Il Milan batte a sorpresa il Barcellona 2-0 con Boateng e Muntari: una lezione di calcio alla squadra più forte del mondo. Allegri esce da San Siro da trionfatore, senza aver messo in pratica i consigli di Berlusconi.

Nessuna marcatura a uomo su Messi, ma una gara semplicemente perfetta dal punto di vista tattico capace di annientare il Barcellona: difesa e contropiede, con grandissima umiltà. Il tecnico deve aver lavorato benissimo anche dal punto di vista psicologico. Il fatto che il Milan venisse descritto come la vittima sacrificale non gli era proprio andato giù ed è riuscito a trasmettere il messaggio alla squadra, puntando sull’orgoglio. Boateng ha giocato la miglior partita di una stagione fin qui deludente, ma non è stato l’unico. Ambrosini si è dimostrato un capitano vero, monumentale a centrocampo.

Mexes non ha perso la testa anche se aveva davanti un cliente come Messi e un giallo sul groppone dopo soli 24′ minuti che non hanno condizionato la sua prestazione. Abate sulla fascia è stato perfetto. E davanti El Shaarawy ha vinto il confronto con Messi, servendo a Muntari la palla del 2-0 con un tocco delizioso.

Il Milan non si fa tradire dall’emozione davanti alla squadra più forte del mondo. La tattica è chiara da subito: squadra corta, difesa compatta, e contropiede. Funziona tutto bene, anzi all’inizio i rossoneri riescono a tenere anche la difesa alta senza farsi schiacciare e con le ripartenze fanno capire di poter far male. Messi non è marcato a uomo, come avrebbe voluto il presidente Berlusconi, ma è un sorvegliato speciale: sempre raddoppiato, se non ingabbiato da tre o quattro uomini quando prende palla, ha pochissime palle giocabili. Quando parte in velocità al 24′, Mexes lo stende e si prende il giallo. Al 12′ il difensore francese aveva rischiato il rigore per un tocco di mano in area, ma l’arbitro aveva già fischiato il fuorigioco. Il Barcellona è padrone del campo e incanta con il solito possesso palla, ma questa volta non porta a nulla grazie all’attenzione dei rossoneri, che chiudono bene ogni spazio. L’occasione più ghiotta del primo tempo comunque, è del Milan: El Shaarawy lanciato da Boateng in sospetto fuorigioco si allunga troppo il pallone, permettendo a Puyol di deviare in angolo. Sul cross del Faraone, Boateng colpisce al volo, la palla esce di poco. Il centrocampista ghanese si dispera per l’occasione sfumata. I primi 45 minuti terminano senza nemmeno una parata di Abbiati.

Nella ripresa il copione e gli uomini non cambiano anche se le squadre sono leggermente più lunghe e il Milan sembra un po’ più coraggioso. E infatti al 57′ Boateng fa esplodere San Siro segnando il gol dell’1-0, anche se con un po’ di fortuna e un assist di mano di Zapata che l’arbitro considera involontario. Un episodio che fa infuriare il Barça, Piquet si becca l’ammonizione per proteste. Il secondo boato dello stadio arriva al 63′ quando Messi spara una punizione in curva. Roura aumenta il potenziale offensivo del Barça inserendo Sanchez al posto di Fabregas, ma il cileno non è quello devastante con l’Udinese. Al 75′ Allegri si gioca il primo cambio: Niang al posto di Pazzini, dal punto di vista tattico gli equilibri non cambiano.

Il terzo boato arriva all’80’ quando un contropiede perfetto è finalizzato con un sinistro al volo delizioso da Muntari. Ma tutta l’azione è fantastica: Montolivo, Niang ed El Shaarawy, da stropicciarsi gli occhi. Il Barça è al tappeto e la festa esplode con i tifosi che fanno addirittura gli olè al Barça. Festa anche in tribuna, dove ci sono Robinho e Balotelli, con la fidanzata Fanny, che ballano e saltano pazzi di gioia, insieme con tutto lo stadio.

Il Milan compie un’impresa incredibile anche se la qualificazione non è ancora chiusa. Al Camp Nou sarà un’altra battaglia, ma si parte con due gol di vantaggio e con la consapevolezza di poter competere con una squadra fortissima, forse la più forte, ma non di extraterrestri.

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