Massimo Troisi, oggi i suoi 60 anni virtuali

Se quel 4 giugno del 1994 non fosse successo nulla, Massimo Troisi avrebbe compiuto oggi 60 anni. Peccato che quel 4 giugno sia esistito, privandoci di un immenso attore. All’inizio di quell’anno Troisi andò negli Usa per dei controlli. Soffriva da sempre di pesantissime febbri reumatiche. Avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico immediato, il secondo dopo quello alla valvola mitralica andato in scena negli anni 70, ma scelse di girare il Postino, liberamente tratto dal romanzo Il postino di Neruda di Antonio Skármeta. Dietro la macchina da presa Michael Radford, al suo fianco Philippe Noiret ed una giovane Maria Grazia Cucinotta.

Troisi riuscì a terminare le riprese del film con enorme fatica e con il cuore stremato, tanto da farsi sostituire in alcune scene da una controfigura. Morì nel sonno per attacco cardiaco il 4 giugno del 1994, ovvero 12 ore dopo l’ultimo ciak. Il risultato fu straziante. Il postino venne candidato a cinque Premi Oscar, tra cui quello dedicato proprio a Troisi, quarto attore di sempre a ricevere una nomination per l’Oscar postumo.

“Questo film lo voglio fare con il mio cuore”, rispondeva Troisi a chi lo pregava di farsi prima operare. Il Postino fu il suo testamento. Morire a 41 anni, dopo aver passato una vita tra set e palco, tra cinema e teatro. L’esordio, fulminante e straordinario, con Ricomincio da tre. Sua la regia, sua la sceneggiatura, sua la parte del protagonista, al fianco di Lello Arena. Il Troisi idolatrato tra i teatri di Napoli diventa una stella del Cinema. Arrivano due David di Donatello, quello per il miglior film e per il miglior attore, ed un record ad oggi ancora imbattuto. Quello di maggiore permanenza nelle sale cinematografiche italiane, con più di 600 giorni di programmazione. E’ storia.

Nel 1985 Troisi entra nel librone del Cinema italiano grazie a Non ci resta che piangere. Scritto e diretto insieme a Roberto Benigni, il film divenne il maggior incasso dell’anno 1984 – 1985, pari a 15 miliardi di lire. Tra la fine degli anni 80 e l’inizio del 90 inizia una proficua collaborazione con Ettore Scola, mentre è del 1991 il suo ultimo titolo da regista. Pensavo fosse amore… invece era un calesse vince un David, e prepara Massimo alla sua ultima interpretazione. Quella entrata nella leggenda.

Per celebrare i 60 anni di Troisi la sua classe si ritroverà per festeggiare i 25 anni dal diploma. Accadrà oggi a Torre del Greco, nella sede centrale dell’istituto Pantaleo in via Cimaglia, dove Troisi si diplomo’ nel 1977. All’evento prenderà parte anche Luigi Troisi, fratello di Massimo, oltre al sindaco di San Giorgio a Cremano, Domenico Giargiano, e all’attore Ernesto Mahieux, che declamerà la poesia che Roberto Benigni dedico’ all’amico Massimo dopo la sua morte. Prematura, e ancora oggi pianta dai suoi fan.

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