Palazzo dei Giurati ha incassato Un milione di euro in meno rispetto alle stime bilancio: effetto crisi economica

Palazzo dei Giurati, sede del Comune di Taormina

Un problema in più per i vertici di Palazzo dei Giurati a meno di due settimane dalla scadenza del termine fissato per approvare il piano di riequilibrio finanziario del Comune. I 60 giorni a disposizione, la cui procedura è stata attivata con la delibera consiliare del 29 dicembre scorso, scadono a fine mese ma adesso c’è da fronteggiare un buco di circa Un milione di euro riguardante somme non incassate per l’Imu.

Si tratta di un mancato introito rispetto alle previsioni, che era stato già ipotizzato nelle scorse settimane e che adesso ha trovato conferme. Adesso si dovranno trovare le contromisure per fronteggiare questo problema che non fa quadrare i conti rispetto al bilancio di previsione che era stato esitato in Consiglio comunale a novembre o perlomeno determina intanto un sensibile deficit di liquidità di cassa. Incide ovviamente il momento di cri economica generale che non risparmia nemmeno Taormina ed in particolare si sono trovati impossibilitati a pagare l’imposta diverse attività ricettive. Gli albergatori hanno lamentato di non poter far fronte alla pressione fiscale a fronte di un 2012 che non era stato molto fortunata e nel quale si era soprattutto dovuto badare a contenere l’onda della crisi, e sono state cosi applicate tariffe più basse e di conseguenza sono calati i ricavi.

Altre situazioni contingenti rendono ancor più difficile il quadro, tenendo conto che manca anche quel milione di euro di proventi non versati dalla Novamusa per i biglietti d’ingresso del Teatro Antico ed il cui procedimento avviato dalla Corte dei Conti nei confronti della società è stato aggiornato alla prossima udienza del 20 settembre. Quindi anche in questo caso per diversi mesi Palazzo dei Giurati dovrà fare a meno di una cifra importante che avrebbe fatto comodo in questa fase. A breve si cominceranno a quantificare invece gli incassi dalla tassa di soggiorno in vigore dal primo gennaio scorso negli alberghi di Taormina. Gli introiti derivanti da tale imposta dovranno essere destinati, in ogni caso, al finanziamento di interventi in campo turistico, recupero di beni culturali e ambientali e promozione della cittadina.

L’auspicio del Comune è che la tassa di soggiorno possa portare a fine anno nelle casse comunali un introito da circa due milioni di euro. Si avvicina sempre più inevitabilmente la prospetiva di dover ricorrere a qualche vendita di immobili da individuare tra quelli di cui è in possesso l’ente comunale. Sembra questa l’unica mossa in grado di poter dare respiro al forziere pubblico ed infatti si andrà a breve ad esitare in sede di Civico Consesso il regolamento per la valorizzazione ed alienazione dei beni comunali. Oltre ad eventuali immobili da dismettere ce ne sono diversi altri da mettere a regime sui quali l’Esecutivo ha già inteso attivare procedure di affitto per destinazioni commerciali, come negozi ed attiità in grado di assicurare somme sostanziose al bilancio comunale.

Si potrebbe arrivare in questo caso a mettere in cassa circa Un milione di euro ma la “strada” per arrivare a questa prospettiva non potrà essere immediata, soprattutto perchè alcuni siti vanno sistemati per essere pronti ad accogliere i privati.

Intanto pare ormai più che probabile che il Comune che nella definizione del piano di riequilibrio che verrà approvato nei prossimi giorni decida comunque di puntare proprio su una gestione più proficua del patrimonio senza aderire al fondo di rotazione del Ministero che comporterebbe ulterio vincoli per i prossimi 10 anni e che secondo alcune stime porterebbe nelle casse del Comune non più di Un milione e mezzo di euro e a poco o nulla servirebbe, a fronte di un deficit che tenendo conto del lodo Impregilo (il decreto da 25 milioni provvisoriamente esecutivo in favore dell’impresa che realizzò i parcheggi) ad oggi sfiorerebbe i 50 milioni di euro.

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