I consiglieri di Telecom alle prese con la tormentata dismissione di Ti.Media, cui fa capo l’emittente La7

Diego Della Valle

Non sarà un cda nè facile nè breve quello che oggi pomeriggio prenderà il via presso la sede di Telecom Italia. Oltre alla probabile nuova rettifica dell’avviamento (probabilmente per un valore compreso tra 2 e 4 miliardi) e alla definizione dei termini del bond ibrido, i consiglieri di Telecom dovranno dedicarsi alla delicata e tormentata dismissione di Ti.Media (cui fa capo l’emittente La7) che da sabato deve fare i conti con un imprevisto: l’arrivo in extremis di una manifestazione d’interesse – per la sola La7 – firmata Diego Della Valle nella quale l’imprenditore marchigiano si dice pronto a guidare una cordata di finanziatori (tutta da costruire) disposti a rilevare l’emittente a patto che i conti della tv lo consentano.

Accetterà il cda di Telecom, da settimane fortemente orientato a chiudere la partita con una vendita nonostante le perplessità del presidente Franco Bernabè, di esaminare la lettera-impegno di Della Valle giunta fuori tempo massimo (lunedì scade la gara e martedì scadono le due offerte vincolanti di Clessidra e di Urbano Cairo) concedendo all’imprenditore il tempo necessario a formulare un’offerta vincolante? Difficile previsione. Per battere la determinazione dei consiglieri espressione dei tre azionisti di controllo (Mediobanca, Intesa e Generali), tutti fortemente convinti che il processo di assegnazione sia durato oltre ogni limite, è però necessario che l’impegno scritto inviato da Della Valle risulti attendibile e cogente.

Cosa che, secondo le poche indiscrezioni raccolte ieri, non sarebbe. Non tanto per la credibilità dell’imprenditore sulla quale nessuno nutre dubbi; quanto per la complessità della vicenda che rende particolarmente difficile comparare l’idea di offerta targata Della Valle con le proposte articolate, e già «digerite», messe sul tavolo da Cairo e soprattutto da Clessidra: l’offerta di acquisto del fondo comprende infatti, oltre a La7, anche i mux di TiMedia Broadcasting, le infrastrutture che consentono di trasmettere il segnale in digitale terrestre.

In verità, entrambe le offerte vengono giudicate non soddisfacenti dal presidente Bernabè, che per questo potrebbe tentare di convincere i colleghi consiglieri a concedere tempo a Della Valle affinchè formuli la sua proposta. E quale argomento aggiuntivo potrebbe mettere sul tavolo la necessità che, trattandosi di tema delicato e comunque sottoposto all’approvazione del ministero, ogni decisione vada rimandata al momento in cui si sarà già insediato il nuovo governo. Una contributo decisivo potrebbe infine venire dalla relazione del cfo di Telecom, Giorgio Peluso, cui è stata affidata la valutazione delle due proposte.

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