Fini: “se dalle urne non uscirà una maggioranza è possibile un governo di programma per garantire stabilità”. Il presidente della Camera non chiude le porte a future alleanze tra la coalizione Monti e Pd e Pdl

Gianfranco Fini

Riconoscente a Napolitano, «vera guida morale del Paese»; botte a Berlusconi «che sa bene di non essere vittima di un complotto, ma di quella lettera di intenti che lui stesso aveva inviato a Bruxelles e mai avrebbe potuto onorare». Il presidente della Camera e leader di Fli, Gianfranco Fini , ragiona però anche del prossimo futuro senza chiudere le porte ad alleanze di programma tra la coalizione di Monti, Pd e Pdl qualora il 25 febbraio l’Italia dovesse ritrovarsi in una condizione di ingovernabilità.

«Se non dovesse esserci una maggioranza, ma confido nel fatto che gli italiani voteranno consapevoli che le elezioni debbano garantire un governo stabile. Comunque non faremo nessuna alleanza né con Vendola e Bersani; né con Maroni e Berlusconi. Qualora non vi fossero i numeri in Parlamento ci metteremo intorno a un tavolo indicando cinque, sei priorità per il Paese. Ci saranno le condizioni per sottoscrivere un patto? Vedremo, non sarà facile».

«Allora facciamo qualche esempio: la riforma del mercato del lavoro è più facile poterla realizzare insieme con il centrodestra che con una certa sinistra. Ma un’altra delle questioni ineludibili, una legge che punisca il falso in bilancio è più facile ottenerla con il centrosinistra piuttosto che con il Pdl. Sono due esempi per dire che non ci alleiamo contro qualcuno ma siamo pronti a stare insieme con qualcun altro per fare qualcosa».

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