Durante un comizio il leader del M5S ha rivelato alla platea un timore sull’esito del voto: “io temo che ci saranno brogli, attenzione ora all’ultima settimana”

Beppe Grillo

“Temiamo dei brogli, gli ultimi dieci giorni saranno molto molto intensi. La nostra stima è di raccogliere 5-6 milioni di voti, che poi è il doppio di quello che prendere il Pdl, il partito di Berlusconi”. Così Beppe Grillo (guarda la sua scheda) durante un comizio elettorale a Susa, in provincia di Torino. “L’astensione – ha aggiunto – ci sarà, ma la faremo calare noi perché i cittadini grazie a noi votano se stessi e diventano loro lo Stato”.

Il leader del Movimento a 5 Stelle ipotizza poi che nei prossimi giorni ci saranno altri arresti. Sta venendo giù tutto il sistema. Bisogna innanzitutto fare chiarezza su Mps, ma gli arresti non saranno solo a sinistra”.

A chi gli chiede se raggiungerà il 40%, Grillo non risponde ma spiega: «Nessuno credeva in noi, ma adesso siamo 5-6 milioni». E lo tsunami sembra non arrestarsi: «Siamo il doppio del partito di Berlusconi anche se non abbiamo le televisioni. Le coalizioni che si presentano sono perdenti, anche come carisma, le abbiamo sempre sopravvalutate, sono coalizioni che prendono qualche milioni di voti ma singolarmente sono delle catastrofi».

Per Grillo il sistema ha paura e potrebbe far di tutto per impedire il botto: «State attenti, ciucciate la matita che vi danno al seggio perché è copiativa e si può cancellare. Ascoltate questo consiglio». Occhio ai brogli, dunque. E non è un caso che prima di lui in consigliere regionale, Davide Bono, avesse lanciato un appello: «Ci servono rappresentanti di lista per controllare lo spoglio».

Ma ora c’è la necessità di allargare l’area del consenso. Ecco perché Grillo in questa sua prima tappa piemontese parla non solo di Tav ma soprattutto di lavoro per i giovani, pensioni e grande attenzione ai piccoli imprenditori e artigiani. E il primo affondo è per Mario Monti, «l’esorcista», il novello «padre Merrin che ci vuole mandare in pensione a 70 anni quando il livello della disoccupazione giovanile è alle stelle».

Qui a Susa Grillo attacca Monti, critica Bersani/Gargamella e liquida in poche parole Berlusconi – «se credete in lui è come credere a Mastrolindo» – ma punta a mettere in chiaro il programma a partire dal reddito di cittadinanza. E i soldi per finanziarlo si possono trovare vendendo «due delle tre reti della Rai perché ne basta una senza politici e senza pubblicità». Senza dimenticare il Cavaliere che «deve restituire le tre concessioni televisive che gli ha dato Craxi». E, a proposito di tv, spiega così il suo ritorno: «Andrò in televisione domenica per salutarli con le buone e dirgli: andate via, siete il passato, siete la polvere, non rappresentate più nessuno”. È ora che i cittadini si riapproprino dello Stato Italiano».

In questo passato da cancellare Grillo ci mette anche i sindacati, «complici con la politica del disastro di questo Paese». Una politica che si perde dietro inutili polemiche mentre in Germania «stanno discutendo se arrivare alle trenta ore settimanali». Lavorare meno per lavorare tutti, insomma, e tutti «in pensione a 60 anni».

A proposito di pensione Grillo non si è lasciato sfuggire un affondo sulle dimissioni del Papa – «che non poteva da tedesco sopportare le chiese» – insinuando però anche un sospetto: «Non voglio pensare che dietro questa scelta ci siano le tangenti che Mps ha pagato per acquisire Antonveneta che è stata pagata con i soldi dello Ior. Non voglio pensarlo».

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