La crisi resta d’attualità anche a Taormina: il 2013 sarà un altro anno di sofferenza. Contratti sempre più corti per i lavoratori e si complica la possibilità di accedere all’indennità disoccupazione, sia ordinaria che minima

D’Agostino, Tomaselli, Di Leo, Gennaro

Il lavoro nel settore turistico a Taormina e dintorni è sempre più un miraggio e il periodo di impiego si va inesorabilmente assottigliando. E’ una tendenza che, in vista della prossima stagione turistica, va a consolidarsi e lo conferma il segretario provinciale della Fisascat Cisl Messina, Pancrazio Di Leo. Nell’anno appena trascorso, stando ai risultati comunicati dal sindacato, i lavoratori richiedenti l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti sono cresciuti di oltre il 10%.

“La stagione turistica si sta facendo sempre più corta – spiega Di Leo – e di conseguenza diminuisce il periodo lavorativo, con molti dipendenti del settore che non arrivano più a maturare i requisiti per la disoccupazione ordinaria non avendo lavorato per 12 mesi nell’arco del biennio. Ed anzi un numero crescente di lavoratori si è visto costretto a richiedere la disoccupazione con i requisiti ridotti (accessibile a chi ha fatto almeno 78 giornate lavorative nell’anno 2012). Questa sensibile riduzione del rapporto di lavoro significa che nel 2013 chi ha lavorato sin qui per meno di 6 mesi dovrà arrivare a maturare la differenza: ma per quante persone sarà possibile? I contratti si vanno assottigliando e, forse mai come stavolta, temiamo che adesso si andranno a stipulare contratti inferiori a 6 mesi, trasformando definitivamente il comprensorio in un territorio con attività turistica stagionale. Sono ormai troppo poche le strutture ad apertura annuale. La politica resta assente, nonostante a più riprese abbiamo denunciato la crisi. Non si riesce a far capire agli amministratori che i lavoratori non ce la fanno più e serve la concertazione di nuove strategie per il rilancio del territorio. Con soli 3 mesi di lavoro non si può più sopravvivere. E bisogna anche smentire il luogo comune secondo cui la gente vuole soltanto percepire l’indennità di disoccupazione: le persone vogliono il lavoro”.

Su questo ed altri aspetti si è soffermato Di Leo nel corso del 18° Congresso territoriale che nelle scorse ore lo ha confermato segretario provinciale della Fisascat Cisl e ha visto l’elezione come nuovi componenti della segreteria di Salvatore D’Agostino, Nunziata Tomaselli, Alessio Gennaro. Ad aggravare la situazione, ovviamente, concorre il peso insopportabile delle tasse e una pressione che si ripercuote non soltanto sugli imprenditori ma anche sui lavoratori stessi, ai quali il Fisco sottrae cosi quei pochi soldi ottenuti nel breve periodo occupazionale.

“A dicembre – afferma Di Leo – i lavoratori, per la prima volta nel periodo invernale, hanno percepito importi a dir poco irrisori dall’Inps, inerenti l’indennità ordinaria. Somme pari a 10 euro in virtù di un conguaglio fiscale equivalente a uno stipendio, cioè tra le 800 e le 1000 euro, in un’unica rata. Le tasse sono insostenibili per chi ha lavorato pochi mesi. Le persone in questo modo vengono confinate in una condizione di vera e propria povertà o perlomeno di estremo disagio. Il quadro è complicato ed il nostro auspicio è che le istituzioni del territorio vogliano affrontare al più presto questa crisi, che non è soltanto internazionale ma ha anche dei risvolti di carattere territoriale. Serve uno sforzo comune e una visione strategica per provare ad invertire un trend negativo nel quale le imprese sono in difficoltà e i lavoratori sono fortemente preoccupati, perchè i contratti non sono più quelli di un tempo. Le persone non riescono a trovare l’impiego o se riescono ad ottenerlo è soltanto per un breve periodo che non risolve il disagio personale e familiare”.

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