Clamorosa affermazione del Cavaliere: “le tangenti esistono, non sono reato. Si tratta solo di pagare una commissione”. Anm: “inaccettabile, lotta corruzione non è mania masochistica dei pm ma loro preciso dovere”

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi sdogana le tangenti, ma per l’Associazione nazionale magistrati le parole dell’ex premier sono “assolutamente inaccettabili”. “Con l’illegalità non si deve mai convivere, mai deve diventare una necessità”, ha dichiarato il capo dell’Anm Rodolfo Sabelli, aggiungendo: “Non si tratta di fare moralismo ma di rispettare la legge e di applicare una norma del codice di procedura penale che espressamente prevede il reato di corruzione internazionale”. Per il Cavaliere “la tangente è un fenomeno che esiste ed è inutile voler negare l’esistenza di queste situazioni di necessità”.

Berlusconi ha aggiunto: “Quando i tre gioielli nostri, l’Eni, l’Enel e la Finmeccanica trattano con altri paesi devono adeguarsi alle condizioni di quei Paesi: nelle democrazie si fa soltanto la gara di appalto, dove non c’è una democrazia completa e perfetta ci sono altre condizioni che bisogna accettare se si vuole vendere il proprio prodotto a quel Paese”. Condizioni, ha osservato Berlusconi, “che sono illegali per loro, noi mettiamo in conto ciò che dobbiamo spendere: ad esempio un tot per l’appalto e un tot per una scuola richiesta dal presidente della repubblica con cui stiamo trattando. Ora con questo fatto di questa magistratura che ha dimostrato un autolesionismo nei confronti dell’Italia assoluto noi ci stiamo facendo fuori dalla possibilità di competere nel mondo con altri importanti gruppi perché nessuno tratterà più né con l’Eni, né con l’Enel, né con Finmeccanica. E’ una cosa da masochismo puro e c’è da essere molto preoccupati”.

“Non sono reati – ha insistito il Cavaliere – si tratta di pagare una commissione a qualcuno di quel paese perché quella è la regola di quel paese. Vogliamo non pagare commissioni? E allora stiamo a casa e non vendiamo più niente. Noi siamo in democrazia e queste cose non le facciamo ma se vai a trattare con un paese del terzo mondo o con qualche regime…se uno fa questi moralismi assurdi, allora non fa l’imprenditore a livello mondiale”. Quanto alla commessa per gli elicotteri ritirata dall’India in seguito allo scandalo Finmeccanica, Berlusconi ha detto: “L’hanno ritirata perché è emerso tutto sui giornali. Di fronte a ciò il governo indiano e l’appaltatore sono stati costretti. Comunque Finmenccanica su quel mercato non ci sarà più”.

Per l’Anm, però, “la lotta alla corruzione non è una mania masochistica dei pm italiani, è un preciso dovere imposto dalla legge e dalle convenzioni internazionali. È la comunità internazionale che ci chiede severità e fermezza nella lotta alla corruzione, di qualunque natura sia, nazionale o internazionale”. Sabelli ha invitato quindi a “ripristinare una logica corretta: quel che danneggia l’economia è la corruzione, non certo l’impegno della magistratura sulla via della legalità e della lotta ai fenomeni dei reati contro la pubblica amministrazione. Già in passato, negli anni ’90 ai tempi delle inchieste della Procura di Milano, qualcuno avanzava l’idea che le indagini potessero provocare la crisi economica, mentre semmai è vero il contrario, cioè che la causa della crisi era proprio la corruzione. Allora come oggi”.

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