Lombardi: “addio del Pontefice è definitivo. Presto nomina presidente Ior ma non sappiamo che titolo avrà Ratzinger dopo la sua rinuncia. Vedrà Monti e Napolitano. Il 28 a Castel Gandolfo, alle 20 decade

Papa Ratzinger parla ai fedeli in piazza San Pietro

Ovazione per il Papa in udienza in Vaticano, che ha detto di aver preso la decisione di lasciare il Pontificato in tutta libertà. Le dimissioni sono definitive, ha annunciato padre Federico Lombardi, spiegando che Ratzinger riceverà in udienza privata sabato alle 18 il premier dimissionario Mario Monti e, concluso il ritiro spirituale di Quaresima, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sabato 23 mattina. L’ultimo giorno del Pontificato, il 28 febbraio, il Papa di mattina si accomiaterà dai cardinali nel corso di un’udienza nella sala Clementina in Vaticano. Alle 17 partirà in elicottero per Castel Gandolfo e alle 20 decadrà da Pontefice.

E’ “possibile”, ha spiegato Lombardi, che “nei prossimi giorni” ci sarà la nomina del presidente dello Ior, ruolo vacante con il licenziamento di Ettore Gotti Tedeschi lo scorso 24 maggio. Per quanto riguarda invece il titolo che Benedetto XVI avrà dopo la rinuncia, il gesuita ha detto: “Noi attualmente non sappiamo, non è un fatto puramente formale, ha aspetti giuridici e risvolti che bisogna tenere presente. E’ una cosa di cui so che si sta riflettendo e il Papa stesso è coinvolto in questa decisione. Non abbiamo ancora pronta la risposta a questa domanda”.

Benedetto XVI ha confermato la decisione di lasciare il pontificato e ha detto, nella sua prima uscita pubblica dopo l’annuncio, di averlo fatto in “piena libertà”. Accolto da un’ovazione all’udienza generale in aula Paolo VI, la penultima del suo pontificato, ha invitato i fedeli a pregare “per la Chiesa” e per “il nuovo Papa”.

“Ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005 – ha dichiarato Ratzinger – Ho fatto questo in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede. Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura. Ringrazio tutti per l’amore e la preghiera con cui mi avete accompagnato”.

“Ho sentito quasi fisicamente in questi giorni non facili per me la forza della vostra preghiera – ha concluso – Continuate a pregare per me, per la Chiesa, per il futuro Papa. Il Signore ci guiderà”.

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