Uffici Ecologia e Ambiente: “nessun debito fuori bilancio Comune di Taormina nei confronti di Messinambiente”

raccolta rifiuti

Resta in primo piano a Palazzo dei Giurati la situazione economica da definire tra il Comune e Messinambiente. Al momento si parla di pendenze da parte dell’ente comunale di circa 4 milioni nei confronti della società mista che si occupa del servizio di raccolta rifiuti, e c’è in corso un arbitrato tra le parti in oggetto ad alcune fatture non pagate alla società.

Intanto, proprio in queste ore, l’Ufficio Ecologia ed Ambiente del Comune ha inviato una nota alla direzione generale di Palazzo dei Giurati, al sindaco e l’Amministrazione nella quale comunica che gli uffici “non hanno alcun debito fuori bilancio nei confronti di Messinambiente”. Si tratta di una relazione che rientra anche nell’ambito della procedura di riequilibrio finanziario avviata dal Comune il 29 dicembre scorso.

“L’Ufficio – si legge nella nota – non ha debiti fuori bilancio con Messinambiente, come ampiamente specificato anche in precedenti note nell’anno 2012”. Poi si fa anche riferimento all’arbitrato, del quale la dirigenza afferma di non essere stata informata: “l’Amministrazione, ed in particolare il “Contenzioso”, senza dare informazione all’ufficio ed alla dirigenza del settore Ecologia ed Ambiente, ha istituito l’Ufficio dell’Arbitrato, costituendo, secondo il parere della dirigenza, danni economici per il Comune di Taormina valutabili in circa 100 mila euro, utilizzando il capitolo relativo ai servizi di ecologia e discarica”.

L’arbitrato è una vicenda che è tornata di attualità dopo alcuni anni e che adesso, anche alla luce di questa relazione, andrà definita. La Casa municipale non avrebbe erogato al complesso che si occupa della raccolta e smaltimento dei materiali di scarto, alcune fatture.

Rimane l’esigenza ovviamente di affrontare la parte più consistente del debito con MessinAmbiente che riguarderebbe anni più recenti. Un apposito piano di rientro è stato ipotizzato dall’Amministrazione per fare fronte ad una pendenze di circa 4 milioni, anche se pure in questo caso l’ufficio competente di Palazzo dei Giurati ritiene che il quadro economico vada ulteriormente approfondito e che l’importo potrebbe anche essere inferiore a quello sin qui stimato.

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