Il Cavaliere: “gli eventuali voti mancanti al Pd palazzo Madama arriveranno da Movimento 5 stelle di  Grillo”

Silvio Berlusconi

Nuovo affondo sul fisco da parte di Berlusconi che, al forum Ansa, ribadisce l’obiettivo di abbassare di un punto all’anno il peso fiscale con l’abrogazione dell’Irap in 4 anni e il varo di due sole aliquote Irpef al 23% e al 33%.

«Non credo che al Senato abbiano bisogno di noi», ha affermato riferendosi al Pd in relazione all’ipotesi in caso di pareggio al Senato di un governo di solidarietà nazionale. L’ex premier sottolinea infatti che gli eventuali voti mancanti a palazzo Madama possano arrivare dal movimento Cinque stelle di Beppe Grillo: «Abbiamo avuto la pessima sorpresa di vedere che più dell’80% delle persone candidate nelle sue liste provengono da ambienti dell’estrema sinistra, dei centri sociali e dei no tv». «Tra questi – ha aggiunto – la sinistra può trovare candidati di sostegno, magari con un cambio di casacca, anche perché loro non li vedo tanto compatti».

Tasse e suicidi. «Alcuni imprenditori si sono tolti la vita per non aver potuto trovare i soldi per pagare le tasse», ha poi sostenuto Berlusconi. «In 4 anni vogliamo abrogare interamente l’Irap», ha quindi promesso. «Noi pensiamo, come tutti sanno, che si possa e di debba ridurre la spesa pubblica per ridurre la pressione fiscale. Obiettivo è abbassare di un punto all’anno e di due punti la spesa pubblica. Pensiamo che sia prudente pensare che andando a lavorare in profondità si possano risparmiare 16 miliardi ogni anno». «Nel contratto del 2001 abbiamo realizzato 4 punti sui 5 del programma. Il nostro obiettivo è di arrivare ad un fisco che va dalle persone alle cose. In questo caso avremmo potuto varare le due aliquote dell’Irpef al 23% e al 33% , non si è potuto fare per una serie di motivi tra cui la grossa crisi venuta dall’America. Nel contratto del 2008 c’erano 6 punti e li abbiamo realizzati tutti».

«Non sono mai stato preoccupato per il debito. La nostra ricchezza ci fa presupporre che non dobbiamo preoccuparci. Il debito giapponese è più alto del nostro, ma loro, come fanno anche altri paesi, hanno la possibilità a differenza di noi di stampare moneta». «Noi – ha aggiunto – da quando abbiamo rinunciato al diritto di stampare moneta consegnandolo all’Europa senza che ci sia una banca centrale abbiamo esposto paesi al default». «Lo spread è rientrato non per merito dei governi che non c’entrano nulla sui mercati finanziari, ma grazie all’intervento di Draghi».

«Ho già preparato gli ordini del giorno dei primi cinque Consigli dei Ministri». Tra le priorità dimezzamento dei parlamentari, restituzione dell’Imu, pagamento debiti contratti da P.A nei confronti delle imprese. «Li ho messi a punto perchè lavoro anche di notte, ma si tratta di un lavoro collettivo», ha precisato il Cavaliere.

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