Meloni: “mi sono vergognata di stare nel Pdl”. Lite con Santanchè e Comi. “Alfano è un mio amico, ma avrebbe dovuto avere più coraggio. Fiorito? Andava cacciato”

Giorgia Meloni

«A me è capitato nel Pdl di vergognarmi dei miei compagni di viaggio, di vergognarmi di quello che il partito faceva, della sua incapacità di capire che la crisi della politica è anche figlia di questa deriva oligarchica che i partiti hanno avuto. Vanno rimesse le scelte nelle mani degli italiani» . Lo ha detto Giorgia Meloni, ospite del Sorpasso su SkyTg24.

«Mi sono vergognata di un partito che permetteva ad uno come Fiorito di autosospendersi anziché cacciarlo a calci immediatamente. Mi sono vergognata di un certo imbarazzo con il quale ci si è approcciati di fronte ad alcune vicende di fronte alle quali bisognava banalmente chiedere ai diretti interessati spiegazioni e reagire di conseguenza», ha detto ancora la Meloni.

«Angelino Alfano è una bravissima persona, è un mio amico, però credo che avrebbe dovuto avere più coraggio nel ricoprire il suo incarico, nel dare una speranza a una nuova generazione, di misurarsi con questo tempo della politica e credo che Berlusconi avrebbe dovuto diciamo lasciargli più spazio e non tornare indietro rispetto alla propria scelta».

«Sono stupita della vergogna che dice di aver provato Giorgia Meloni per quando stava nel Pdl. Come mai non si vergognava quando è stata nominata ministro del governo Berlusconi?», commenta in una dichiarazione Daniela Santanchè. «E non si vergognava – aggiunge – quando ogni anno percepiva ben 350mila euro per Atreju? E non si vergognava quando faceva fuoco e fiamme pur di ottenere la presenza di Berlusconi nei dibattiti? E se non si vergognava allora, ma oggi di che si vergogna? Che cosa è cambiato?», si chiede la pasionaria berlusconiana.

«E se prova vergogna a scoppio ritardato, allora perché non ha avuto il coraggio di navigare in mare aperto – conclude Santanchè – senza il salvagente dell’apparentamento? Forse per la vergogna di dire che da sola teme di non raggiungere il 2 per cento?».

«Invito la collega Giorgia a non lasciarsi turbare dalla campagna elettorale. Spesso i toni diventano aspri ma non bisogna mai che accada che la propaganda soverchi la politica o che la realtà soccomba alla fantasia o peggio ancora alla calunnia», commenta Lara Comi, europarlamentare del Pdl.

«Non è possibile che la Meloni provasse vergogna per il Pdl. Non ce n’era motivo. Anche perché altrimenti, per la coerenza che dice di volere portare avanti, non avrebbe potuto essere ministro del governo Berlusconi – dice ancora la Comi -; non avrebbe potuto rimanere presidente dei giovani del Pdl, cioè in un ruolo apicale del Partito. Credeva ieri in quel progetto, come ci crediamo ancora noi oggi. Non bisogna che la paura di non raggiungere il 2 per cento le faccia perdere la lucidità di giudizio. Tanto più che insieme a noi del Pdl, insieme a Grande Sud e alla Destra e alla Lega rappresenta la coalizione di centrodestra alternativa al centro-sinistra di Monti-Bersani-Vendola», dice ancora Comi.

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