Cia ricorre anche a Skype e Facebook per bloccare armi chimiche in Siria. Già contattati funzionari del regime, eloquente l’avvertimento: “non usatele, vi controlliamo”

Facebook contro le armi chimiche

La guerra contro le armi chimiche siriane si combatte anche sul web. Secondo il Daily Beast, che cita alcune fonti dei servizi segreti americani, la Cia avrebbe contattato attraverso Skype, Facebook e Twitter funzionari di livello medio che gestivano gli arsenali del presidente siriano Bashar al-Assad con un messaggio molto chiaro: “Pensateci due volte prima di usarle o venderle. Siete controllati”.

Sempre secondo le fonti, la Cia, dopo aver capito che il governo siriano sarebbe stato pronto a usare armi chimiche in caso di un intervento esterno, mise un gruppo di analisti informatici a caccia di indirizzi e-mail e contatti Skype, Facebook e Twitter. A questo punto le informazioni raccolte sarebbero state usate per contattare i funzionari che avevano accesso agli arsenali e che avrebbero potuti usarli per combattere i ribelli oppure venderli a gruppi terroristici come al-Qaeda.

Il progetto sarebbe una parte importante della strategia dell’amministrazione del presidente americano Barack Obama per impedire l’uso e il trasferimento illecito di armi chimiche della Siria.

Fino ad oggi, Obama ha adottato un approccio prudente sulla questione siriana, offrendo aiuti umanitari, in tutto 355 milioni di dollari, ma opponendosi all’idea di armare i ribelli. Proprio ieri, il segretario uscente alla Difesa Leon Panetta aveva dichiarato davanti al Senato che il Pentagono era favorevole al piano della Cia di armare i ribelli, ma che la Casa Bianca si era opposta, fermandolo.

Non è la prima volta che i servizi segreti americani, insieme a quelli israeliani, usano queste tecniche. Durante la guerra del Golfo, nel 1991, e l’invasione dell’Iraq nel 2003, furono contattati diversi ufficiali iracheni di medio livello che guidavano battaglioni e piccole unità per convincerli a dimettersi, con la promessa di un trattamento migliore una volta finite le operazioni.

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