“Rivoluzione Civile è pronta a contribuire. Monti stia fuori”. Bersani: “faremo legge su conflitto d’interessi”

Antonio Ingroia

Prosegue senza sosta il tira e molla tra Antonio Ingroia e il Partito democratico.
Dopo lo scambio di accuse reciproche su una presunta proposta di desistenza che il Pd avrebbe paventato al leader di Rivoluzione civile, negata con forza da Pier Luigi Bersani, l’ex pm ha provato a smorzare i toni.

«Possiamo offire al Pd i nostri voti al Senato per fare un governo di centrosinistra senza Monti», ha dichiarato Ingroia a Genova l’8 febbraio, «su questo si potrebbe aprire un confronto. Vediamo dopo le elezioni, parlarne prima è inutile».

Dopo le parole forti dei giorni scorsi, quando il leader di Rivoluzione civile aveva accusato «Bersani di stare con Monti e i poteri forti», è arrivata, quindi, una parziale retromarcia. «Intanto ne parlo agli elettori», ha aggiunto, «ai quali dico che la vera alternativa è tra noi e Monti».

Ingroia, poi, non se l’è sentita di negare l’ipotesi che si possa tornare al voto tra non molto. «È un’ipotesi verosimile quella che si torni a votare tra tre mesi», ha detto, «Berlusconi ha recuperato un po’, ma non c’è alcuna concreta possibilità che prenda la maggioranza alla Camera. Oggi è più pericoloso Monti di Berlusconi».

L’ex pm se l’è presa con i sondaggi, proprio nelle ultime ore prima dello stop. «I sondaggi sono quantomeno discutibili», ha spiegato Ingroia, «perché condizionati dai mandanti politici che sono dietro gli istituti di rilevazione. Noi non abbiamo istituti vicini e, quindi, i sondaggi non ci calcolano proprio».

«Sono fatti per condizionare l’opinione pubblica», ha aggiunto, «hanno come obiettivo convincere che il voto a noi è inutile: spesso però sono stati smentiti dai risultati elettorali».

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