Lunedì al via l’operazione distruzione. Le conversazioni con l’ex ministro Mancino furono intercettate nell’ambito dell’inchiesta palermitana sulla trattativa Stato-Mafia

Giorgio Napolitano

Il gup di Palermo, Riccardo Ricciardi, ha disposto la distruzione delle intercettazioni tra il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e l’ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino.

La distruzione delle conversazioni, intercettate dalla Procura di Palermo nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, avverrà materialmente lunedì e se ne occuperà un tecnico della società Rcs che gestisce i server dell’ufficio inquirente del capoluogo siciliano.

Le operazioni avverranno nella “sala ascolto” che si trova in una struttura apposita del carcere Ucciardone dove sono i server.

La Corte costituzionale, adita da Napolitano, aveva stabilito a dicembre, che la conservazione da parte della magistratura, sia pure senza farne alcun utilizzo, delle intercettazioni telefoniche fatte casualmente di colloqui del capo dello Stato, è da considerarsi una lesione dei poteri del presidente della Repubblica.

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