Ingroia annuncia l’adesione di “Rivoluzione civile” alla “Sinistra europea” e alla proposta politica di andare a rinegoziare “Fiscal Compact” ed accordi connessi

Antonio Ingroia

 

Nei giorni scorsi a Roma, Melenchon, Ingroia e Ferrero hanno tenuto una importante conferenza, molto affollata, nella quale hanno anche annunciato l’adesione di “Rivoluzione civile” alla “Sinistra europea”. Criticando radicalmente le politiche della UE, della BCE e di Monti- sostenute in Italia da PD/PDL/UDC –hanno deciso di condividere la proposta della Sinistra europea : rinegoziare “il fiscal compact “in Europa.

Mentre i leader delle altre liste elettorali lanciano slogan e ipocrite esternazioni in TV e sui giornali, Antonio Ingroia , sulla base del suo programma, sta proponendo soluzioni originali e praticabili per i più gravi problemi del Paese. E’ importante conoscerle e valutarle con attenzione.

Nell’ambito di queste iniziative, lo scorso 2 febbario a Roma, Melenchon (Front de gauche), Ingroia e Paolo Ferrero (PRC) hanno promosso una affollata assemblea contro la politica UE e di Monti e contro il “fiscal compact”, annunciando l’adesione di “Rivoluzione civile” alla “Sinistra europea” e alla sua proposta di rinegoziare il “fiscal compact” e gli accordi connessi.

Il Partito della Sinistra Europea (SE) è un partito politico europeo :una associazione di partiti politici socialisti e comunisti dell’Europa intera. È stato costituito nel gennaio del 2004 con l’obiettivo di presentarsi alle elezioni europee. E’ formato da partiti di Paesi UE che si oppongono alle ricette neoliberistiche (capitaliste) della UE/BCE e della Merkel, giudicandole come un regressione storica della civiltà europea. Respingono l’idea UE che le economie e le democrazie nazionali siano subordinate ai dictat dei mercati, della speculazione finanziaria e delle banche, con la distruzione di conquiste storiche e di diritti vitali di lavoratori e cittadini europei, rivendicando appunto una “Rivoluzione civile” (o di civiltà).Si tratta di partiti importanti e antagonisti, come “Front de gauche” (Melenchon in Francia con 4 ml di voti), “Syriza” in Grecia, “La Linke” in Germania, “Izquierda Unida” in Spagna (al 15%).

Il programma di “Rivoluzione civile”, al primo punto, esprime una chiara scelta per una “Europa dei diritti, contro l’Europa delle oligarchie ecnomiche e finanziarie”. Si dichiara contrario al “fiscal compact, che taglia 47ML di euro all’anno per i prossimi 20 anni di spesa, pesando su lavoratori e fasce deboli”. Chiede l’abbattimento dell’alto tasso di interesse sul debito e la introduzione di un indicatore- altro dal PIL- che misuri il benessere sociale ed ambientale.

Nell’assemblea citata, F.Amato (resp.Esteri -PRC), ha citato alcuni trend disastrosi riguardanti la Grecia: disoccupazione dal 9,6% al 26,8 %; povertà dal 16% al 22% ; un crollo del PIL di oltre il 20%; il consumo di gasolio domestico diminuito del 75%. E’ la sorte che FMI/UE/BCE vogliono imporre agli altri Paesi UE.

Melenchon ha espresso, con indignazione e lucidità, una durissima denuncia delle politiche neoliberistiche e capitaliste della UE, della BCE e della speculazione finanziaria e dei mercati.Ha detto che questa politica conduce la civiltà europea alla catastrofe. Si è riferito alle conquiste rivoluzionarie dell’America Latina, sostenendo che spetta alla “sinistra europea” , e ai partiti che ne fanno parte (ora anche“Rivoluzione civile”) di rovesciare questo trend disastroso, guidato dalle destre europee, ma sostenuto dalle cosiddette “sinistre” neoliberiste, come il partito socialista francese o il PD in Italia.

Si tratta di un impegno rivoluzionario storico, di lungo respiro, che va ben oltre le scadenze elettorali prossime (come in Italia) e che riguarda tutti i popoli del mondo. Ha sostenuto che la politica fallimentare del capitalismo è destinata ad essere sconfitta, come è già avvenuto in altri Paesi del mondo. Ha salutato con entusiasmo la nascita di “Rivoluzione civile “ in Italia, alleato prezioso di analoghi partiti europei.

Ingroia, dopo aver sostenuto che la crisi attuale è una crisi di sistema che esige soluzioni e proposte radicali e sistemiche, da condurre a livello nazionale ed europeo, ha detto che la giusta indignazione e protesta popolare e civile è comprensibile e giustificata, ma non basta : serve un nuovo progetto per cambiare radi- calmente il sistema neoliberista, con una azione rivoluzionaria di lungo respiro. Si è detto fiducioso rispetto al prossimo risultato elettorale, pur nelle difficoltà che conosciamo. In ogni caso l’azione di “Rifondazione civile” continuerà e si rafforzerà dopo queste elezioni perchè è un progetto strategico di civiltà. Ingroia ha anche riferito che un nutrito gruppo di dirigenti di SEL hanno lasciato quel partito, da loro giudicato finito, per confluire in “Rivoluzione civile” : un segnale importante che avviene a liste chiuse e prima delle elezioni e che conferma la qualità/affidabilità di questo neonato movimento, che trova ora alleanza ed affinità anche con “Sinistra europea”.

Paolo Ferrero (PRC), plaudendo a questo nuovo passaggio europeo, ha definito il ruolo strategico di “Riv.civile” come quello di mettere vincoli e regole ai potenti, per ridare diritti alle loro vittime. In 20 anni i potenti hanno demolito vincoli, regole, limiti storici della loro politica, ponendosi di fatto fuori-legge, per togliere diritti vitali a lavoratori e cittadini. Tutte le secolari conquiste del movimento operaio sono state smantellate : lavoro, istruzione, sanità, stato sociale, tempo libero, pensioni, comunicazioni, ecc.

I padroni dicono: se volete lavoro dovete rinunciare a tutti i vostri diritti; occupazione significa per loro lavorare senza avere più diritti, non solo aziendali, ma in ogni altro campo. Questa è pura barbarie. “Rivoluzione civile”, ben oltre la scadenza elettorale, deve diventare lo spazio pubblico ed aperto della sinistra italiana, capace di accogliere e collegarsi con tutti i soggetti che combattono Monti e la UE.

Il mio pensiero è questo: Nel suo brevissimo percorso di vita “Rifondazione civile” sta facendo, a mio avviso, progressi nella giusta direzione. Non è il meglio o il massimo che potremmo sperare, ma l’onestà politica dei promotori e le potenzialità che programma e candidati possono esprimere “camminando” inducono fiducia e speranza in un antagonismo sempre più radicale e diffuso. L’illusione di chi vede nel PD un soggetto di cambiamento, sia pure infinitesimo, sta per finire o finirà presto : il PD è il sostegno privilegiato della politica , oligarchica e di destra (anticostituzionale), della UE e di Monti. Da anni sostiene in mille modi l’imperialismo guerrafondaio della Nato e del FMI. Non ha una identità politica, se non quella di essere l’alternanza elettoralistica di Berlusconi.

La SEL di Vendola, non ha scelta : o si aggrega per sempre a Monti e al PD, e muore ; o si libera e si lega alla vera sinistra del Paese. La fuoriscita pubblica dei suoi dirigenti preannuncia appunto un chiarimento politico inevitabile e definitivo. Non credo che l’accordo elettorale con il PD, fatto per avere voti di coalizione e garantirsi seggi a tavolino, reggerà dopo le elezioni.
M5S di Grillo non ha nel suo programma proposte per aggredire la politica UE/BCE, distruttrice della democrazia costituzionale e dell’economia italiana ed europea.Perciò non ha nè alleati nè sponde europee. Il suo programma elettorale è molto più moderato e accomodante delle sue efficaci e giuste esternazioni. Vuole “mandare a casa” tutti i nostri indegni “politici”, i partiti e i sindacati : ma sono “tutti uguali” ? E per sostituirli con cosa o con chi ? Quand’anche riuscisse nel suo intento, chi e come manderebbe a casa il capitalismo finanziario, la UE, la BCE, il FMI, il “fiscal compact” e i trattati UE ? Perciò anche Grillo dovrà fare le alleanze giuste , europee e nazionali, se veramente vuole debellare il “neoliberismo” che ci opprime.

Ci sono altri soggetti antagonisti, partiti e movimenti, che combattono Monti, la UE/BCE, il capitalismo finanziario e coloro che lo sostengono, anche in modo più radicale e credibile. Ma nessuno di questi affronta, o ha i numeri per superare, la prossima sfida elettorale. Dopo le elezioni costoro potranno/dovranno allearsi alle lotte di “Riv.civile” contro il nemico comune dei popoli: il capitalismo finanziario.

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