Monito del prof. Ortolani: “la politica deve comprendere l’importanza di uno strumento a tutelare della comunità. Si teme che sia freno per ulteriori espansioni edilizie?”

il prof. Franco Ortolani

“I fenomeni di natura idrogeologica o sismica vanno prevenuti ma la politica non vuole comprendere l’importanza di questi pericoli e non mostra la dovuta attenzione o l’interesse ad affrontarli e tutelare in tempo la comunità”. Lo dichiara il prof. Franco Ortolani, direttore del Dipartimento Scienza del Territorio presso l’Università Federico II di Napoli, uno dei massimi esperti in Italia in materia di salvaguardia ambientale, che ha sovrinteso l’equipe di lavoro che ha realizzato il Piano di Protezione Civile per la città di Taormina.

Proprio a Taormina, un anno dopo l’avvenuta consegna degli atti a Palazzo dei Giurati e la presentazione pubblica avvenuta il 26 gennaio 2011 al Palacongressi, il Comune non ha ancora adottato il Piano di Protezione Civile. La casa municipale tarda, insomma, ad adottare uno strumento fondamentale di gestione del territorio e tutela della cittadinanza.

“A Taormina come nelle altre realtà italiane – spiega il prof. Ortolani – purtroppo la classe politica sembra mostrare poca attenzione e poco interesse ad affrontare per tempo le problematiche connesse ai rischi del territorio. E’ come se, per assurdo, si aspetta che le cose prima accadano per poi intervenire dopo, quando magari verranno fatte richieste di finanziamenti alla Regione, al Governo e alla Comunità Europea, per interventi sui quali in diverse circostanze assistiamo ad iter condotti con “disinvoltura”. Non basta ed anzi non serve a nulla redigere un Piano di Protezione Civile se poi lo si conserva in un cassetto e non lo si mette in atto. Bisogna tenere conto delle reali insidie che sussistono sul territorio e di quanto esso sia esposto a rischi”.

“Forse – aggiunge Ortolani – la politica teme che il Piano di Protezione Civile, con le indicazioni su zone dove sarebbe opportuno arginare la pressione edilizia, finisca per diventare un intralcio per l’attività urbanistica. Il Piano di Protezione Civile potrebbe rappresentare un freno per ulteriori forme di espansione ed insediamenti sul territorio”.

Ortolani di recente, per quanto riguarda sempre Taormina, ha rivolto un invito anche a porre un freno alle opere di sbancamento che alterano lo stato dei luoghi. Il terreno si ritrova ormai “nudo” o quasi al cospetto degli eventi naturali dopo esser stato privato di massi e vegetazione che costituivano in origine l’assetto ambientale. “Di per sé – afferma il prof. Ortolani – gli sbancamenti possono minare la stabilità dei versanti specie durante un sisma. Bisogna sapere dove si può intervenire e come si interviene”. Serve, dunque, accelerare per l’adozione del nuovo Piano di Protezione Civile.

Gli atti sono attualmente all’esame della competente Commissione consiliare, che deve tuttavia ancora analizzare il Piano ed è chiamata a dare al più presto l’ok per la calendarizzazione dell’iter nei lavori del Civico consesso. Con questo strumento si potrà stabilire come affrontare eventuali eventi calamitosi ed organizzare una risposta operativa per ridurre al minimo gli effetti dell’evento, designare in anticipo le persone cui dovranno essere assegnate le diverse responsabilità per una pronta e coordinata risposta.

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