Il premier: “possibili modifiche a patto di stabilità per i comuni”. Il leader Pd: “sorpasso Pdl? Con il binocolo…”

Mario Monti a “Le Invasioni Barbariche”

“Immagino che se Bersani è interessato, come ha dichiarato, a una collaborazione con le forze che rappresento dovrà fare delle scelte all’interno del suo polo”. Lo ha detto oggi il premier Mario Monti sottolineando: «Non c’è stato alcun accordo tra Bersani e me, fra nessuno e Scelta civica. Il tema delle alleanze è prematuro. Verrà dopo il voto».

«Il vero voto non utile per i moderati è quello per Pdl e Lega – ha detto Monti – C’è un gruppo di moderati che pensa di confermare un appoggio a Pdl e Lega come polo di rassicurazione contro una “certa sinistra” di cui non si fida. Visto che Pdl e Lega non avranno da soli una maggioranza, il vero voto utile che consente di condizionare le forze della sinistra e che vada nella direzione delle riforme è quello a Scelta Civica».

«L’idea che si possa tornare a una maggioranza di governo Pdl-Lega fa mi fa leggermente rabbrividire – ha detto il premier in un’intervista ad Antennatre in onda stasera – I valori del merito dell’individuo, del rispetto del profitto dell’imprenditore, del piccolo imprenditore sono stati più volte messi da parte nei fatti da Pdl e Lega, ed era quella la maggioranza che oggi cerca di ridisegnare il percorso dell’Italia dicendo che fino alla fine del 2011 tutto andava bene e poi è avvenuto il governo tecnico. L’idea che oggi si possa ricostituire quella forza che poi si è rivelata grande debolezza malgrado il numero dei voti che ha mal gestito l’Italia a danno del nord, e soprattutto del Nordest, mi fa leggermente rabbrividire».

«Da Udc e Fli sostegno coerente». «Non ho voluto dare la sensazione che la società civile si senta elitaria in senso esclusivo, in senso snobistico, e che tutta la politica sia da cacciare via – ha detto Monti spiegando le ragioni dell’alleanza con Casini e Fini – I due partiti che hanno scelto di fare coalizione con lista civica non sono partiti nuovi ma guidati da persone che tra le prime hanno denunciato i limiti di un bipolarismo conflittuale. In più sono leader che hanno guidato forze politiche che nell’anno e più di governo tecnico hanno con coerenza sostenuto le proposte del governo in Parlamento anche non gradite ad ambienti sociali di loro riferimento elettorale, mentre nel Pdl e nel Pd in maniera diversa e su temi diversi abbiano notato maggiore resistenza su certe riforme. Sia Udc che Fli per le loro liste hanno poi accettato che ci fosse fissazione di criteri molto alti in materia di situazione penale e conflitti di interesse».

«No a restrizioni, bilancio sia per la crescita». «L’Italia – dice Monti – sostiene che la Ue non possa parlare di crescita come politica economica europea e poi adottare un bilancio settennale che è nel segno della restrizione. Stiamo cercando un miglioramento sulla qualità europea del bilancio pro-crescita. Consideriamo inoltre essenziale avere miglioramenti per il modo in cui l’Italia sarà nel bilancio, sia come contributi che il Paese darà all’Unione europea che viceversa. Questo è uno dei casi in cui è legittimo far valere un interesse nazionale all’interno dell’Ue. Nel bilancio deve esserci un atteggiamento di crescita e di ripiegamento o rassegnazione».

Monti si schiera poi dalla parte dei comuni “virtuosi” che chiedono un allentamento delle maglio del Patto di stabilità. «Si potrebbe riflettere – ha detto a Verona – su una modifica del patto di stabilità che consenta ai comuni di rientrare dal debito», ha detto. Tecnicamente questo potrebbe essere possibile «consentendo, a seconda dell’indebitamento, di investire parte dell’avanzo, con una somma progressiva e inversamente proporzionale all’indebitamento dell’ente stesso». Per Monti simili proposte corrispondono «all’etica della responsabilità, al federalismo solidale».

Non sono, ha aggiunto, con una frecciata alla Lega, quel «federalismo straccione che fa gravare sull’Italia 4 miliardi e mezzo per le multe sulle quote latte». Qui si tratta, ha aggiunto, di «rispetto del principio di sussidiarietà e dell’autonomia degli enti locali». La situazione dell’Italia nel momento in cui si è insediato il governo tecnico «non consentivano mosse in questo senso – ha detto Monti – ma si può cominciare a farlo ora, che l’Italia è considerata nuovamente seria e credibile».

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=jrIittPbpb4[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti