Arte contemporanea, il tratteggio

E’ una linea sempre meno sottile quella che lega il White Cube londinese all’omonimo del Pigneto e che, vorticosamente, arriva fino al Quadraro senza dimenticare San Lorenzo e buona parte del centro storico.

Possiamo definirla, senza timori, come il tratteggio, globalizzato, che sta compiendo l’arte contemporanea a Roma, anzi, finalmente a Roma. Dirompente il sentimento e l’interesse che la capitale dimostra verso “coloro che invitano alla pazienza e creano idee lontane dalle spiegazioni” scippandone il primato alla boriosa Milano e contendendo quello difficile di Berlino, Parigi, Londra e Barcellona.

Un modo per scrollarsi di dosso quella appicicosa etichetta di “cittadella dell’arte”?
Probabilmente, ma il tentativo è andato a buon fine ad osservare i due musei di arte contemporanea romana, il MAXXI e il MACRO pullulanti di mostre, calendari fittissimi di eventi e giovani artisti intenti nel loro passo vellutato tra le opere esposte. Ma è solo la punta dell’iceberg.

Esiste un sommerso, come dire, “artistico” che si aggira nei vicoletti, si raggruppa in luoghi originali e si dà statuti nei crescenti manifesti.

Finiti i vernissage fashion senza sostanza e senza seguiti, la musica è cambiata: Roma apre e punta all’arte contemporanea permanente, assume l’occhio lungimirante che si fa sempre più saggio e osserva, attenta, il panorama internazionale, seguendo gli artisti nostrani in terre lontane.

Passeggiando in via del Pellegrino, ci si imbatte, a sorpresa, nel nuovissimo cult place del contemporaneo romano, un luogo completamente dedicato all’editoria d’arte dove è possibile trovare qualsivoglia catalogo di un numero impressionante di case editrici nazionali ed internazionali.

L’atmosfera è suggestiva ed il respiro ovviamente artistico tra collezionisti, critici, curatori e galleristi che non nascondono l’entusiasmo di aver trovato un luogo fatto su misura per loro e specializzato nell’editoria di qualità.

Gli occhi rimangono incollati alle pubblicazioni di Castelvecchi editore, Charta Art book e Hayward Publishing, per citarne solo qualcuna mentre perdersi fra i magazine è gioco da ragazzi.

In realtà, aggirandosi in questo angoletto del centro storico di Roma e allungandosi un po’ verso piazza Navona, ci si accorge di quanto l’arte contemporanea abbia permeato di sé queste strade: tante le gallerie, giovani e attive, tra via di Monserrato, vicolo Cesarini Sforza e piazza del Fico.

Dopo l’avvento della Scuola Romana, non si era più visto un fermento così operoso mentre la “Consulta per l’arte contemporanea” seguita a sfornare testi siglati da A.R.I.A, acronimo di “artisti romani in assemblea”e “Garagezero”, spazio di esposizione recuperato dal degrado urbano ed inaugurato poche settimane fa, offre un programma di eventi da non perdere.
Perchè niente, più dell’arte, può cambiare un luogo.

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