“Beppe, dimmi come è morta la mia famiglia”. Dopo 31 anni, parla Cristina Gilberti: perse i suoi genitori e il fratello nell’auto guidata dal fondatore del M5s finita in un dirupo il 7 dicembre 1981. Per quell’incidente Grillo venne poi condannato a 14 mesi per omicidio colposo

Beppe Grillo

Cristina Gilberti, che all’età di 7 anni perse i genitori e il fratello che si trovavano in un’auto condotta da Beppe Grillo, oggi chiede di incontrare il leader del M5s. Dalle pagine di Vanity Fair rompe il silenzio di una vita chiedendo solo di conoscere la verità su quella tragedia per la quale Grillo venne condannato per omicidio colposo (condanna inflittagli in Terzo Grado nel 1988 per omicidio colposo a 14 mesi di reclusione col beneficio della condizionale e della non iscrizione). Lo fa pubblicamente perché lui in privato non le ha mai risposto e non ha mai chiesto scusa.

Cristina Gilberti – riporta Tgcom 24 – continua a pensare a quel 7 dicembre 1981 quando Beppe Grillo è a Limone Piemonte, ospite dei Giberti. Renzo, suo vecchio amico, e la moglie Rossana con i figli Francesco, 9 anni, e Cristina, 7. Dopo pranzo decidono di andare a prendere il sole, per un paio d’ore, in quota, al Duemila, una baita raggiunta da una strada stretta e non asfaltata. Tutti salgono sulla Chevrolet di Grillo. Solo Cristina resta a casa per vedere un cartone animato a casa di un’amica. Quasi a destinazione, dietro una curva, un lungo lastrone di ghiaccio è la trappola mortale per la famiglia Gilberti. L’auto slitta all’indietro, diventa ingovernabile, urta una roccia, si gira, cade con il muso nel burrone. All’ultimo momento Grillo riesce a spalancare la portiera e a buttarsi. Per i tre Giberti non c’è niente da fare. Il comico verrà infine condannato per omicidio colposo, e per questo non si candiderà, sulla base del regolamento del Movimento 5 Stelle che esclude i condannati.

Oggi, Cristina – come riporta Vanity Fair in edicola mercoledì 6 febbraio – ha un altro cognome: quello del marito della sorella della madre, che la adottò dopo la tragedia. È diventata madre, ha 38 anni, fa volontariato per l’infanzia. Trentun’anni dopo chiede di incontrare Grillo. “Fra tutti quelli che in questo periodo sentono continuamente parlare di lui e vedono la sua faccia e leggono ovunque le sue parole ci sono anche io, e lui dovrebbe ricordarselo, e dovrebbe capire l’effetto che mi fa. Ogni giorno penso a come sarebbe la mia vita se i miei genitori e mio fratello fossero ancora con me”, dichiara al settimanale.

La donna chiede anche, d’ora in poi, di essere lasciata in pace da stampa e fotografi. Poi spiega di aver parlato pubblicamente in questo caso dopo tanti tentativi di contattare Grillo privatamente. Solo un nipote del fondatore del Movimento 5 stelle le ha risposto: “Mi ha spiegato che tutta la sua famiglia aveva sofferto per l’incidente, che non era il momento di ritornare sull’argomento. Ma per me il momento è questo: sono cresciuta, sono mamma, sono pronta per sapere e per parlare”.

“Non ho mai avuto occasione di sentirmi raccontare come sono andate le cose direttamente da lui, l’unico che possa davvero farlo. Mi conosceva bene, era amico dei miei, frequentava la nostra casa: come è possibile che in tutti questi anni non abbia mai sentito l’esigenza di vedermi, di chiedermi scusa, almeno di telefonare ai miei genitori adottivi per sapere come stavo?”, si chiede la donna.

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