La procedura di riequilibrio è confermata ma il Comune si sta orientando per non accedere al fondo di rotazione. Dal Ministero arriverebbero solo 3 mln per debito da 50

la sede del Ministero dell’Interno

 

La procedura di riequilibrio finanziaria intrapresa dal Comune di Taormina è confermata e andrà avanti come deliberato il 29 dicembre dal Civico consesso ma adesso è concreta la probabilità che Palazzo dei Giurati decida di non accedere al fondo di rotazione del Ministero. L’indiscrezione che era filtrata nei giorni scorsi ora ha trovato riscontri.

“Non è una semplice ipotesi ma una prospettiva concreta alla quale si sta lavorando”, ha reso noto ieri il presidente del Consiglio, Eugenio Raneri. L’indirizzo sarebbe emerso anche nel corso di un recente vertice tra le forze politiche e i dirigenti in Comune. “E’ evidente che l’accesso al fondo ministeriale – ha spiegato Raneri – avrebbe conseguenze di carattere economico molto restrittive per i prossimi anni e andrebbero a penalizzare e vincolare l’attività amministrativa sotto molteplici aspetti. C’è l’opportunità di evitare questo passaggio”.

In tal senso viene richiamata un’analisi fatta “sui consuntivi e sui verbali redatti dai Revisori dei Conti” e sull’Asm, “la cui transazione è scaduta nel 2012 e che aveva durata di tre anni”. Situazioni che potrebbero determinare dei “flussi di cassa da valutare con attenzione”. A questi fattori si aggiungono i “servizi a domanda individuale, la nuova Tares, nonché i flussi dell’Imu, oltre alle entrate sui fitti attivi, suoli pubblici, pubblicità, insegne”. Tutti elementari che secondo Raneri potrebbero fare chiarezza sulla situazione e far venire meno la necessità di aderire al fondo ministeriale. “La procedura di riequilibrio è ormai una strada ineludibile, già deliberata e che va adesso seguita e pianificata – continua Raneri – mentre per il fondo di rotazione il discorso è diverso”. A quanto pare, a fronte di un debito che ad oggi – comprendendo il lodo Impregilo – ammonterebbe a circa 50 milioni di euro, il Comune rischierebbe di ottenere una somma praticamente irrisoria dal Ministero, vincolandosi a una serie di obblighi in cambio di un modesto finanziamento da 300 euro per ogni abitante. Taormina supera di poco i 10 mila residenti e, quindi, si tratterebbe di 3 milioni di euro o forse, calcolando altre detrazioni, addirittura la metà. Ora la svolta può arrivare dal collaudo finale dei parcheggi.

Analogamente a quanto fatto da Impregilo che ha già iscritto a bilancio la somma pretesa (25 milioni, sulla base comunque di una sentenza che sancisce l’esecutività del decreto ingiuntivo), Taormina potrebbe adottare un percorso “speculare” e stimare a sua volta la somma che pretenderà dall’impresa per le presunte inadempienze nelle opere di realizzazione dei posteggi. L’importo che chiederà Taormina, secondo alcune ipotesi, non sarà inferiore a quello reclamato sin qui da Impregilo. “Dallo stato finale che verrà fatto dalla direzione dei lavori, e che dovrà essere condiviso dalla Commissione Collaudo – ha dichiarato Raneri -, emergerà una cifra che quantificherà ritardi e inadempienze contrattuali. Da li uscirà la somma che Impregilo dovrà riconoscere al Comune e sarà un momento fondamentale in questa complessa vicenda che non si è conclusa a favore dell’impresa come forse qualcuno pensa. Nel 2006 ho avviato una battaglia in Consiglio, chiedendo poi l’audizione ad inizio 2008 dei legali, dei tecnici e della direzione lavori, e nessuno credeva che Taormina avrebbe avuto ragione, eppure la Cassazione ha poi sentenziato che c’è un processo da rifare, ed anche stavolta il Comune farà valere le sue ragioni. E’ altrettanto chiaro che gli sviluppi del caso avranno importanti ripercussioni sul piano di riequilibrio finanziario”.

Cinque anni dopo, sul lodo Impregilo si va verso una nuova audizione di legali e tecnici in Consiglio? “Se, come è auspicabile, la Commissione indicherà nella relazione finale del collaudo gli importi dovuti dall’impresa al Comune, l’audizione forse non sarà necessaria”. Quanto chiederà il Comune? “Non è il momento di fare una stima e annunciare cifre. Nei prossimi giorni sarà possibile fare maggiore chiarezza”.

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