Il premier: “dall’ex premier tentativo di corruzione. Nella sua proposta ci sono alcuni elementi di usura”

Mario Monti

Mario Monti definisce «un voto di scambio, un tentativo simpatico di corruzione» la promessa di Silvio Berlusconi di restituire ai cittadini i soldi versati per il pagamento dell’Imu sulla prima casa.

«Vuole comprare i soldi degli italiani». «Meraviglioso, non è la prima volta – ricorda il leader di Scelta civica – che qualcuno cerca di comprare il voto degli italiani. 50 anni fa Achille Lauro prometteva qualche chilo di pasta o una scarpa di un paio di scarpe». Questa volta però il tentativo «in modo scientifico» è di «comprare il voto degli italiani con i soldi che gli italiani hanno dovuto versare per tappare i buchi di bilancio di chi aveva lasciato il buco governando otto anni degli ultimi dieci anni, cioè lui».

«Non mi sono sentito toccato dalle accuse di Berlusconi. Del resto, io sono ancora più imbecille perché ho dato attuazione ad aumenti di tasse in gran parte già decisi da Berlusconi»: è stata questa la replica di Monti alle affermazioni di Berlusconi secondo il quale “qualsiasi imbecille può alzare le tasse”.

«Nella proposta di Berlusconi sull’Imu c’è qualche elemento di usura» ha detto successivamente Monti su La7, ricordando che «come è occorso dopo il quasi crack finanziario del 2011, agli italiani si chiede di pagare più tasse in una fase più negativa».

Attacco ai partiti. «Quando sento un simpatico, molto simpatico, signore che dice che lui aveva lasciato i conti in ordine e io ho fatto un disastro, un po’, perché mi sembra uno schiaffo ai sacrifici degli italiani, mi rattristo, e a volte mi innervosisco». Poi il premier estende le critiche ai partiti tutti: «Se vogliamo ancora sostenere con il voto dei partiti che sono su piazza da molto tempo, che per vent’anni hanno fatto sì che l’Italia crescesse meno degli altri e che hanno combinato un bel disastro per cui hanno dovuto chiamare un professore al governo, beh le cose non si metteranno tanto bene». Pieno sostegno, invece, a Napolitano: per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica «sarei entusiasta di dare il voto a quella persona che oggi occupa il Quirinale», dice Mario Monti.

Caso Mps. «Il fatto che io abbia detto, e oggi ripetuto, che sono convinto che l’onorevole Bersani non abbia niente a che fare con la vicenda di Mps, per qualche ragione non viene ripresa» sui media «come se ci fosse interesse a tenere vivi i contrasti con me».

«Rischio spread». «Se si votasse domani e la comunità finanziaria internazionale valutasse il programma di Berlusconi così come si sta configurando, immagino che qualche increspatura nei tassi di interesse potrebbe esserci».

Stoccata a Tremonti. Giulio Tremonti «fa parte di un girone dantesco di scienza particolarmente poco riconosciuta nel mondo accademico ma molto creduta da chi partecipa ai dibattiti poliitici, non intendo prenderlo troppo sul serio», dice ancora Mario Monti, riferendosi in particolare all’ipotesi di una nuova manovra, ritenuta necessaria dall’ex ministro dell’Economia. «Siccome il saldo del bilancio pubblico, pareggio per il 2013, è definito in termini strutturali -spiega ancora il premier- un andamento del prodotto interno lordo meno buono o più cattivo di quello previsto non ha effetto su quel saldo e non richiede manovre».

«Ho tirato fuori gli artigli». «L’insulto e il dileggio» in politica lo «trovo orrendo» e «anche quando devo ribattere alle critiche cerco di non usare questo metodo». Mario Monti spiega poi cosa non gli piace della politica. Lui stesso però, poco prima, aveva ammesso che gli ‘artigli per azzannare l’avversario’ in campagna elettorale ha deciso lui di tirarli fuori e non il “guru” americano. «Le scelte le faccio io», ha detto.

Gay. «Credo che in questo come in altri temi dobbiamo andare nella direzione dell’Europa e credo che queste questioni debbano essere più oggetto delle coscienze individuali e per quanto riguarda la politica di decisioni prese dal Parlamento», sottolinea infine a proposito del riconoscimento delle coppie gay. All’interno del suo schieramento, aggiunge, «ci sono sensibilità diverse, le rispettiamo tutte, poi in Parlamento si esprimeranno. Io ho le mie idee personali ma non voglio condizionare quelle degli altri».

«Codice lavoro troppo complicato». Non so abbia duemila pagine – ha detto Monti a Coffee Break, su La7 – ma so che il codice del lavoro non è traducibile in inglese per quanto è complicato».

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