La storia di Lidia, una giovane ragazza di appena diciotto anni che vede per la prima volta il padre alla tv. Decide così di contattarlo per conoscerlo…

Sarah Spinazzola

Si intitola “Il mio regalo sei tu” edito dalla Marcos y Marcos, il libro di Sarah Spinazzola, già autrice di racconti pubblicati nell’antologia “Scontrini”. E’ la storia di Lidia, una giovane ragazza di appena diciotto anni che vede per la prima volta il padre alla tv. Decide così di contattarlo per conoscerlo, per colmare quel vuoto che li ha separati fino ad allora. Un tempo lunghissimo fatto di esperienze ed attimi di vita negati. Un amore incondizionato la spinge a cercare di incontrare quell’uomo che per diciotto anni l’ha ignorata.

Una ragazzina piena di sogni, che vuole sembrare grande fumando le sigarette e bevendo alcolici ma che poi interroga le stelline per capire cosa fare. La protagonista è simpatica, è timida, a tratti quasi una fanciulletta che speranzosa crede ancora nelle favole. “Il mio regalo sei tu” è un ottimo romanzo, a tratti incredibile e Sarah Spinazzola è davvero brava. Racconta la storia con il cuore. Descrive la fatica di una ragazza ad entrare nel mondo degli adulti, la sofferenza, la spasmodica ricerca dell’amore del padre. Le sensazioni sono descritte in modo minuzioso senza cadere nel patetico.

C’è molta dignità nel personaggio di Lidia. E la sua storia è incredibile. Ti arrabbi a vedere le batoste che prende da un uomo che potrebbe fare tutto, tranne il padre. Un uomo egocentrico ed egoista che nega la cosa più bella che ha: una figlia.

Il libro si legge facilmente, i discorsi sono semplici, i periodi chiari. Sullo sfondo di una Milano fatta di strade, treni e tram si sviluppa la storia. Un romanzo che fa pensare, riflettere e talvolta ammutolire. Lo stile è giovane, fresco e originale. In un mondo costruito sulle bugie, sarà la verità a portare la nuova Lidia a casa.

“Oggi sono rimasta io ad aspettare con una bambina. Dopo mezz’ora arriva il papà. Non lo vedeva da tutto il giorno, e lei gli corre incontro con un regalino in mano.
«Questo regalo è per te!» «Grazie!” dice lui “Ma il mio regalo sei tu».

Mi sono commossa. Certi giorni io me lo chiedevo che cosa sarebbe stata la mia vita, se avessi avuto un padre. E quando sentivo quello che sentivo, cioè il nulla, era come un uovo che si apriva dentro e mi faceva piangere. Mi sarebbe piaciuto avere un padre. Invece mi sembra di essere stata tagliata fuori. Di non avere avuto la possibilità.”

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