Tanto servirebbe per abolire l’Imu per il 2013 e restituire quella del 2012. La copertura in bilancio però è incerta

l’ironia del Web sull’annuncio del Cavaliere

La proposta choc di Silvio Berlusconi ha indignato la Rete e incantato i suoi ferrei sostenitori. Ma è davvero possibile restituire agli italiani in contanti l’Imu del 2012? Per farlo servirebbero circa 7 miliardi e mezzo.

A tanto ammontano, infatti – come si legge in un approfondimento di “Lettera 43” -, le risorse che l’ex premier – se andasse al governo – dovrebbe trovare fin dal primo consiglio dei ministri per abolire l’Imu sulla prima casa per il 2013 (ovvero 3,7 miliardi) e , restituire ai cittadini quanto hanno pagato per la prima casa lo scorso anno (altre 3,7 miliardi).

Una cifra rilevante, circa mezzo punto di Pil, e soprattutto condizionate dal trattato sul fiscal compact e dal nuovo articolo 81 della Costituzione che da quest’anno impongono il pareggio di bilancio. Un obiettivo che, tra l’altro, sembra a rischio ed è già proiettato oltre l’1,6% di deficit-Pil previsto dal Documento di economia e finanza.

Per trovare la cifra, le proposte di copertura avanzate da Berlusconi sembrano incerte e i Comuni, destinatari del gettito dell’Imu prima casa, dovrebbero essere assai preoccupati.
Ulteriori tasse sugli alcolici e sui tabacchi non sembrano in grado di fornire le risorse necessarie senza contare che da quest’anno un aumento sulle sigarette è già previsto dal decreto ‘Salva Italia’; quanto ai tagli alla spesa pubblica sono facili da annunciare ma piuttosto complessi da realizzare.

L’asso nella manica di Berlusconi sembrerebbe il concordato fiscale con la Svizzera: secondo alcuni potrebbe dare 15 miliardi di gettito, ma se ne parla da più di un anno e l’accordo non sembra vicino. Ma anche ammesso che entrassero i 15 miliardi sarebbero una goccia nel mare a fronte delle promesse del 3 febbraio di Berlusconi, che intende abolire oltre all’Imu anche l’Irap (costo 33 miliardi).

Del resto, l’intera operazione ha il sapore di un flash back. Basta ricodare la spericolata manovra del 2008: come promesso Berlusconi, appena al governo abolì l’Ici (allora si chiamava così) sulla prima casa e dovette fare i salti mortali per trovare circa 2 miliardi per finanziare la misura.

Fu una mossa propagandistica e non aiutò chi aveva veramente bisogno perché già Romano Prodi, il suo predecessore, aveva cancellato l’Ici per il 40 per cento della famiglie, limitando tuttavia l’intervento alle abitazioni economiche e popolari.

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