Ingroia torna ad attaccare Bersani: “io vittima del fuoco democratico. Mi combattono per poi allearsi con Monti”

Antonio Ingroia

Un programma per l’Italia che abbia nel Sud il cuore pulsante per sviluppo e rilancio. Stoccate a Pd e a Grillo e poi uno sfogo: «Nessuna faida tra magistrati. I morti vanno lasciati in pace e non utilizzati per fare campagna elettorale, ma le loro idee si debbono utilizzare» un pensiero dedicato a Ilda Boccassini. Infine, il rapporto con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: «Ci sono state insoddisfazioni per la composizione delle liste ma siamo uniti e compatti perché l’obiettivo è vincere».

Antonio Ingroia, ex Procuratore aggiunto di Palermo, chiama a raccolta soprattutto i meridionali: “il il Sud è servito solo per fare campagna elettorale ma nulla è stato fatto per il Mezzogiorno”.

«Il problema numero uno è quello della criminalità organizzata. Il nostro obiettivo strategico è voltare pagina. Colpire al cuore la criminalità organizzata cioè i beni». Non è detto che basti come leva per lo sviluppo. «Abbiamo un dato anche più economico. Intervenire sul sistema bancario per facilitare il mondo delle imprese».

«Oggi abbiamo migliaia di miliardi dalla Bce che al tasso di interesse dell’1 per cento vanno al sistema privato. Legittimamente queste banche ci guadagnano facendo profitto, comprando titoli, per esempio, di Stato. Poi questi soldi vanno sul mercato interno delle imprese che invece pagano interessi per avere denaro fino al 9 per cento. La nostra proposta è costituire un istituto di credito che intercetti una buona quota di questa massa di denaro all’uno per cento e che rimetta i fondi alle imprese a un tasso del 2 per cento per favorire le aziende che favoriscono l’occupazione».

Da più parti gli chiedono perché il Pd spara forte su Rivoluzione civile e gli arancioni. E lui risponde cosi: «Perché come competitor noi abbiamo una linea chiara e netta per un governo un centrosinistra progressista, dalla parte dei lavoratori. Loro in realtà hanno già deciso, come è evidente, di fare un governo con Monti di centro, con una forte influenza della destra, in linea con le politiche neoliberiste contro i lavoratori. E me questa cosa gli elettori l’hanno capita. Il Pd e Bersani dovrebbero attaccare Monti e Berlusconi invece attaccano noi».

“Grillo si è lasciato andare da vero mestierante della politica a una competizione contro di noi. È insensato e in contrasto con quello che vuole il popolo dei cinque stelle. Ci vedremo in Parlamento per capire cosa si può fare e si ci sono possibilità di convergere su alcuni temi”.

Ingroia, un’ultima battuta la polemica con Ilda Boccassini e l’utilizzo improprio dei nomi di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone è stato uno spettacolo poco edificante, cosa ne pensa?
«Non è una faida interna ai magistrati. Tante chiacchiere favoriscono solo la mafia. E disorientano chi la combatte. I nomi di Borsellino e Falcone non devono essere utilizzati per fare propaganda politica ma le loro idee devono continuare a vivere».

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