L’ex sindaco, promotore del Comitato “Orizzonte 2020”, si pronuncia sulla proposta-trasparenza di Cinque Stelle per le elezioni: “saranno pubbliche tutte le mie posizioni reddituali-patrimoniali, applicherò su me la normativa”

Mario Bolognari

Dal prof. Mario Bolognari, promotore del comitato “Orizzonte 2020”, riceviamo e pubblichiamo:

“Ho letto della proposta del M5S sul conflitto di interessi. Mi ero già posto il problema quando nessuno ne parlava, nel 1993, nel 1997 e nel 2002, quando assunsi la carica di sindaco di Taormina e alla fine dei due mandati. Resi pubbliche tutte le mie posizioni reddituali, immobiliari e bancarie, mie e della mia famiglia. In vista della prossima scadenza elettorale ho deciso di adottare il recentissimo primo comma dell’art. 41-bis della L. 213 del 2012 , che si applica ai comuni con più di 15.000 abitanti, ma che volontariamente e senza attendere che la materia venga disciplinata dal Consiglio comunale applicherò a me stesso. Il rispetto della legalità è la base per comportamenti etici e virtuosi. Gli ulteriori impegni previsti dal Political Reform Act 1974, benché per gran parte riferiti a organi che svolgono una funzione legislativa e quindi poco applicabili in una situazione locale, mi trovano assolutamente d’accordo e sono pronto a rispettarli. Del resto, com’è noto, mentre il legislatore in Italia può essere in conflitto d’interessi, un amministratore locale no, perché i suoi atti amministrativi, qualora dovessero avvantaggiare se stesso o altri, sarebbero reati di abuso d’ufficio”.

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