Polizia municipale sequestra pensilina all’ingresso del parcheggio gestito dall’Asm. E adesso è subito bufera

la pensilina sequestrata dalla Polizia municipale

Lavori sotto sequestro al parcheggio Porta Catania. La Polizia municipale ha, infatti, disposto nelle scorse ore il sequestro di una pensilina nella struttura gestita dall’Asm.

Il commissario liquidatore della Municipalizzata, Cesare Tajana, aveva disposto di recente l’avvio un intervento per reperire nuovi posti auto nello spiazzo antistante il posteggio. E’ stata, per il momento, trasferita una pensilina destinata a proteggere le colonnine di uscita, dalla precedente posizione, all’imbocco sulla via Crocifisso, dalla quale si accede, appunto, all’autosilos.

Ma giovedi mattina gli agenti municipali, coordinati dal comandante, Agostino Pappalardo, d’intesa con l’Utc, sono entrati in azione ed hanno dapprima effettuato un sopralluogo, procedendo poi alla stesura di un verbale di sequestro della struttura contestata. Un’indicazione questa che dovrà essere adesso convalidata dal magistrato competente. Ed, ovviamente, bisognerà vedere quali sono state le esatte motivazioni che hanno determinato il sequestro della pensilina.

I lavori, sarebbero serviti a creare nuovi spazi destinati alla struttura e spostando in avanti la pensilina, e, quindi, gli ingressi ufficiali dove  obliterare il biglietto d’ingresso, l’area sarebbe diventata di esclusiva pertinenza del “Porta Catania”. Si tratta di uno spiazzale da circa 100 posti auto. Il trasferimento della pensilina della discordia destinato anche a riparare gli utenti in caso di pioggia ha fatto scoppiare un caso, perchè Palazzo dei Giurati ora ha inteso procedere nei confronti dell’ente che è diretta emanazione del Comune.

La vicenda potrebbe arrivare, a questo punto, in Consiglio comunale e il sequestro sembra subito destinato a diventare un “caso politico”.

“In merito a quanto avvenuto nella mattinata di giovedi – ha affermato il presidente del Consiglio, Eugenio Raneri – si evidenzia che tutto va ricondotto ad alcuni assessori, di cui ho chiesto al sindaco la revoca dalle funzioni, stante che non si può amministrare la città per clientelismo politico e per fini elettorali.

La questione dei lavori è spiegabile solo in termini di efficacia ed efficienza di gestione. Servirà un’analisi approfondita di quanto accaduto, che non può essere però frutto di tali atti di ignoranza e protagonismo politico.

In un momento cosi particolare, dove gli sforzi dovrebbero essere finalizzati alla stesura di un piano di riequilibrio finanziario che non trascini la città nel dissesto, con supeficialità si impegnano le energie del Comune per fatti risibili i cui autori politici non possono ancora restare al loro posto”.

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