Succede a Napoli, nella patria del contrabbando delle “bionde”, dove sarebbe stato strano non approfittare del boom vendite registratosi per le sigarette elettroniche

contrabbando di sigarette elettroniche a Napoli

Avrà non più di 35 anni, dice di chiamarsi Jonathan e non si nasconde dinanzi all’obiettivo della macchina fotografica. Ogni mattina, da circa un paio di settimane arriva in una delle strade principali di Ponticelli, periferia est di Napoli, con tanto di carrettino e “munizioni” al seguito. Ha già un primato e lo sa bene, quello di essere, per adesso, l’unico rivenditore non autorizzato di sigarette elettroniche.

Succede a Napoli, nella patria del contrabbando delle “bionde”, città in cui sarebbe stato strano non approfittare del boom delle vendite riscontrato negli ultimi mesi per le sigarette elettroniche. Jonathan va fiero della sua idea, e quando ci avviciniamo per parlare con lui, ci dice: ” sai cosa vorrei dire ai cinesi ? cinese caro, è inutile che ti svegli la mattina, perché un napoletano si sveglia sempre prima di te “. Rimarca il folle genio partenopeo Jonathan, orgoglioso di un’idea che, se pur originale , non fa altro che favorire l’evasione fiscale. Lavora da solo e non per conto di terzi, tiene a sottolineare, ma restano le forti perplessità sulla probabile apertura per la criminalità organizzata di un ulteriore fetta di mercato.

Non emette fattura Jonathan ma pubblicizza con tanto di cartellonistica la sua attività senza che nessuno nella zona rimanga “sorpreso”. Vende il suo kit, contenente un paio di filtrini, una sigaretta elettronica usa e getta, un carica batteria e due essenze, alla modica cifra di 25 euro, ma è anche vero che nelle farmacie i prezzi delle sigarette elettroniche si sono ormai nettamente abbassati oscillando dagli 11 ai 140 euro, a seconda che si tratti di usa e getta o no.

Dal tabacco al cioccolato, dalla menta alla vaniglia, sulla “bancarella ” delle sigarette elettroniche si trovano anche tutte le fragranze al costo di 5 euro. E quando gli diciamo che i prezzi non sono poi così bassi, lui risponde : ” io però faccio anche le riparazioni delle sigarette!”

Ironia a parte, quello del mercato sommerso delle sigarette elettroniche rischia di compromettere ancora di più la salute dei cittadini, di chi, nel tentativo di smettere di fumare, si lascia incantare dal prodotto sotto costo, senza pensare al pericolo ancor più grave di inalare sostanze dall’origine non chiara.

© Riproduzione Riservata

Commenti