Dramma sfiorato, a bordo 112 persone. La sicurezza: “sono stati soccorsi immediatamente, ora stanno bene”

crociera con brivido sul Nilo

Momenti di vero e proprio terrore sul Nilo quando oggi una nave da crociera con 112 persone a bordo è affondata nei pressi di Assuan nel sud del Paese. Tempestivo l’intervento della sicurezza egiziana che ha permesso di mettere in salvo i passeggeri, tutti di nazionalità egiziana.

Resta ancora poco chiara la dinamica dell’incidente, ma secondo quanto ha riferito un ufficiale che è voluto restare anonimo, al quotidiano Al Youm7, la nave, diretta verso Luxor, avrebbe urtato uno scoglio provocando una falla da dove è entrata dell’acqua, facendo colare a picco il battello. Il tutto è avvenuto in pochi minuti di fronte al villaggio di Al Aqab, a pochi chilometri a nord di Assuan. Mentre la nave colava giù i passeggeri venivano fatti salpare sulle sponde del fiume.

La notizia veniva battuta nel primo pomeriggio dalla rete satellitare Al Arabya e poi ripresa dalle agenzie di stampa e immediatamente sul web e su Twitter si moltiplicavano i commenti. In molti hanno ricordato la tragedia del 16 ottobre del 2003 quando sul Nilo prese fuoco la nave da crociera `Kempinski Ganna Cruise Ship´, mentre navigava da Luxor verso Assuan. A bordo vi erano molti italiani, tutti sfuggiti all’incendio, e che parlarono di un vero e proprio incubo, con le fiamme alle spalle e l’acqua del Nilo scura e poco ospitale, davanti.

Nel 2004 un’altra brutta avventura per una quarantina di turisti italiani e spagnoli sempre in crociera sulle acque del fiume. Sul battello che li stava trasportando da Assuan a Luxor apparve improvvisamente una falla che li costrinse a fermare il viaggio e ha chiedere soccorsi.

Ma la tragedia più grave è quella avvenuta il 10 agosto del 1988 quando una tromba d’aria sollevò una nave causando la morte di una trentina di persone, fra cui molti italiani. Alcuni esperti oltre alla tromba d’aria parlarono di una serie di concause come uno sbilanciamento di una parte dello scafo, l’urto contro un banco di sabbia semisommerso se non addirittura un vortice d’acqua.

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