Possibile schiarita all’orizzonte nella vicenda dei proventi del Teatro Antico. Alle prese con una serie infinita di contenziosi e la perdurante assenza di liquidità di cassa, il Comune di Taormina sta cercando di ottenere le somme – circa Un milione 700 mila euro – che non sono state versate negli anni recenti dalla Novamusa, l’ormai ex ente gestore dei servizi di bigliettazione del sito storico. La vicenda, come si sa, concerne il 30% dei proventi del biglietto di ingresso al Teatro Antico, al centro di una contesa che sembra non avere mai fine. La gestione del Teatro dovrebbe passare ora alla società Civita, che lo scorso anno si aggiudicò l’apposita gara d’appalto indetta dalla Regione ma che sin qui non si è ancora insediata.

“Al momento – ha reso noto l’assessore al Bilancio e Contenzioso del Comune, Fabio D’Urso – agli uffici comunali è pervenuto un ultimo versamento di 115 mila euro da Novamusa, che il 21 dicembre scorso ha poi concluso il suo periodo di gestione del Teatro. Successivamente sono arrivati, con puntualità, due acconti (fine dicembre-prima decade gennaio) dell’importo complessivo di 25 mila euro dalla Regione, che ora sta gestendo in via diretta il servizio di bigliettazione”.

L’obiettivo principale, per forza di cose, rimane quello di riuscire ad introitare quel milione e 700 mila euro che manca da troppo tempo all’appello nel forziere di Palazzo dei Giurati. “Siamo stati convocati per il mese di febbraio – rende noto D’Urso – presso la Corte dei Conti unitamente agli altri Comuni siciliani ai quali la società Novamusa non ha versato le cifre dei proventi d’ingresso al Teatro Antico. Come abbiamo detto noi ci aspettiamo di ottenere al più presto quel che spetta al Comune di Taormina, in caso contrario valuteremo con i nostri legali le opportune procedure da intraprendere”.

Il periodo in discussione nella contesa sui proventi va dall’aprile 2009 al giugno 2011. I soldi attesi potrebbero dare una svolta nella valorizzazione di diversi siti storici come CastelTauro (la Soprintendenza sta predisponendo gli ormai imminenti lavori di riqualificazione ma il Comune è chiamato a sua volta a trovare i fondi per ripristinare la scalinata di accesso) e Badia Vecchia (dove il Comune ha aggiudicato lavori da 81 mila euro per riattivare il museo). Il Consiglio comunale, ricordiamo, ha deliberato a suo tempo il reinvestimento dei proventi del Teatro al 53% per servizi e 47% in investimenti, sempre in riferimento al contesto culturale della città.

Ad oggi, a maggior ragione nei giorni in cui Palazzo dei Giurati ha avviato le procedure per il riequilibrio finanziario e un apposito piano decennale di rientro del debito da circa 50 milioni, serve “ossigeno” per le casse comunali. Mancano risorse fondamentali per attuare quel percorso a sostegno del patrimonio culturale e del sistema non soltanto turistico ma economico del paese. Un patrimonio di immenso valore potrebbe aiutare il turismo in un momento di crisi ma resta “ostaggio” di controversie.

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