Dopo milioni di anni, le domande restano le stesse: nel Cosmo ci sono altre forme di vita? Le grandi costruzioni del passato furono opera dell’uomo? L’eterno mistero

monoliti di Stonehenge

Cosa ci suggerisce la teoria degli antichi astronauti? E’ una teoria alternativa all’archeologia tradizionale.

E’ la teoria che vede i maggiori siti archeologici megalitici costruiti dagli uomini di epoca antica, ma con l’aiuto di civiltà avanzate provenienti da “altri mondi”. Sebbene alcuni esperti ipotizzino visitatori terrestri provenienti dal futuro, la maggior parte di essi è per lo più orientata verso la prima ipotesi.

Cos’è che rende improbabile, secondo studiosi di archeologia alternativa, credere che i visitatori possano essere “noi stessi” provenienti dal futuro? Semplice; ci si chiede come mai abbiano potuto permettere che accadessero le terribili e dolorose tappe della storia; guerre, olocausto, schiavitù e via di seguito.

Parlando per assurdo, perché di assurdo si tratta nel momento in cui sappiamo di non avere prove scientifiche, è probabile che tali tappe dolorose fossero, per i viaggiatori del tempo, “necessarie” per arrivare al grado di civiltà cui arriveremo del quale i viaggiatori del tempo già godono… ops! Difficile… vero? indubbiamente! Einstein vi nuoterebbe con maggiore disinvoltura.

Tuttavia, data la nostra apertura mentale a qualsiasi ipotesi, cerchiamo di analizzare la teoria in questione. Innanzi tutto essa si articola intorno a datazioni che, talvolta, (esempio la piana di Giza) spostano l’orologio indietro nel tempo di migliaia di anni; in questo caso circa 15000.

I testi sacri e i miti, che pure sono una costante nelle ricerche dell’archeologia tradizionale, sono presi alla lettera. Per ultimo, non crede che l’evoluzione umana si sia articolata in milioni di anni ma, in tempi brevi, indotta dal contatto con civiltà dalla tecnologia avanza.

Qual è la condizione di incertezza che apre le porte a nuove “imbarazzanti” teorie?
In verità, nessuno conosce, con assoluta certezza, la datazione dei siti. Nessuno sa perché i siti megalitici siano stati costruiti. Nessuno sa a cosa servissero. Nessuno possiede prove corroboranti circa i tempi e le modalità di costruzione.

Nessuno sa spiegarci il perché, ad un certo punto della storia, l’umanità tutta, in ogni continente, lascia le caverne e progetta e realizza costruzioni impossibili da erigere anche per i nostri tempi. Nessuno, in verità, sa perché in ogni continente, migliaia di anni fa, quando si suppone che non vi fossero stati contatti tra popoli, tutti costruivano piramidi. Non conosciamo il perché.

Attorno alle piramidi di Giza, in Egitto, ruota un’enorme quantità di “molto probabilmente”. Nel sito archeologico di Baalbek in Libano esiste un monolite, lavorato e scolpito, di circa 1200 tonnellate.

Il Tempio di Giove poggia su un terrazzamento di 460.000 metri quadrati. Tuttavia, si pensa che i monoliti di circa 400 tonnellate siano antecedenti di migliaia di anni. Yonaguni, in Giappone, mette in difficoltà gli orologi che, forse, dovrebbero essere mandati indietro di ben 32000 anni.

I singolari mega geo-glifi nel deserto di Nazca, in Perù, ci inducono ancora a chiederci “per chi farlo?” e “come hanno fatto?” mentre i monoliti di Stonehenge in Inghilterra confondono ancor di più le datazioni parlando non più di 5000-6000 anni a.C ma di 20000 … anni. A Tiahuanaco sono raffigurati animali dati per estinti circa diecimila anni a.C.
Per non parlare di Palenqe; e Cuzco…

“Beh… menomale!” direte voi “almeno, adesso qualcuno ci ha chiarito le idee. Eh no! Non è così. Nonostante la teoria del “mito degli antenati alieni” cerca di abbattere gli esiti di studi di chi trova difficoltà ad accettare l’idea di riscrivere i libri di storia, non ci aiuta. In verità non sappiamo quando, come e perché, qualora fossero stati i visitatori a progettare i siti megalitici, l’abbiano fatto.

In definitiva, qualunque teoria si voglia abbracciare, dopo milioni di anni, le domande restano le stesse. Temo che, per saperne qualcosa di più in merito , si debba attendere sul serio il ritorno… degli “Dei”.

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