A 86 anni se ne va un gigante della letteratura Usa, col cuore prestato all’Italia. Da giovane ha dato scandalo con il suo romanzo omosessuale “La statua di sale”

Gore Vidal

Gore Vidal, l’enfant terrible della cultura americana, il grande scrittore che a 22 anni scandalizzò gli Stati Uniti con il suo romanzo dichiaratamente omosessuale, che diventò bestseller, «La statua di sale», è morto a 86 anni nella sua casa di Hollywood Hills, a Los Angeles, per le complicazioni di una polmonite. Una vita, la sua, tra l’America e l’Italia, tra Los Angeles e Ravello.

Gore Vidal, considerato uno dei giganti della letteratura americana, era incantato dalla costiera amalfitana ed aveva scelto il Belpaese come seconda patria. Aveva preso casa prima a Roma, a largo Torre Argentina e poi a Ravello, la splendida perla a picco sulla costiera amalfitana.

Nel 1972 proprio nella località della Costiera acquistò villa Rondinaia, 465 metri quadrati, la più bella vista sul golfo, la residenza voluta e costruita nell’Ottocento dalla figlia di Lord Grimthorpe, l’ architetto inglese proprietario della vicina Villa Cimbrone, le cui stanze segrete verranno per la prima volta svelate in un film «The Life Aquatic», intepretato da Bill Murray.

Una dimora splendida e grandissima in cui Gore Vidal ha assicurato grande privacy a ospiti illustri, da Greta Garbo, alla principessa Margaret, Tenesee Williams, Rudolf Nureyev, Hillary Clinton. La villla per tre settimane, nell’estate del 1962 ,fu la residenza di Jacqueline Kennedy. L’allora first lady americana, moglie di John Fitzgerald Kennedy, scelse Ravello per le sue vacanze su consiglio proprio di Gore Vidal. Rimase incantata dallo splendore della Rondinaia. Una dimora che Vidal considerava preziosa soprattutto perchè in grado di accogliere la sua immensa biblioteca.

«Se fosse per me – raccontò lo scrittore in un’intervista con il New York Times- mi basterebbe un monolocale, ma ho sempre avuto bisogno di grandi spazi perchè ho tanti libri: circa ottomila».

Considerato un membro della comunità a tutti gli effetti, Ravello gli conferì la cittadinanza onoraria nel 1983. Vidal definì più volte il paese «il posto più bello del mondo» e con la sua presenza contribuì a far conoscere la località della costiera in tutto il mondo, creando un legame solido e duraturo.

Nonostante la natura riservata e schiva nei momenti di relax lo scrittore amava fermarsi nella piazza del paese per chiacchierare al bar San Domingo. Un clima di discrezione e cordialità che lo portò a scegliere Ravello come una seconda casa.

Il peso degli anni, la scomparsa del suo compagno, Howard Austen, e soprattutto l’operazione al ginocchio, dalla quale non era riuscito mai più bene a riprendersi al punto da rimanere confinato su una sedia a rotelle, lo spinsero a lasciare Ravello mettendo in vendita la sua villa Rondinaia.

Nel 2006 venne acquistata da una cordata di imprenditori per più di 10 milioni di euro. Naufragò così il progetto di acquisirla per farne un museo o una fondazione. Vidal nato nel 1925 a West Point era il rampollo di una grande famiglia del Sud: il suo nome è un collage del nome della madre e del padre. Nipote fra l’altro del senatore Thomas Pryor Gore e inizialmente avviato anch’egli ad una carriera politica, è divenuto invece una delle voci più attente e più ascoltate d’America, grazie al suo inesauribile talento. Nella sua carriera lunga 60 anni ha dato scandalo, ha scatenato polemiche infinite, si è guadagnato fama e l’etichetta di autore controverso

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