Borriello risponde a Quagliarella e i bianconeri non approfittano del ko interno della Lazio. Ora il Napoli

la rabbia di Antonio Conte

Niente fuga scudetto per la Juventus, che è fermata sul pari in casa da un coriaceo Genoa e si porta a +6 da Lazio (sconfitta 1-0 in casa dal Chievo Verona) e Napoli, ma con i partenopei che a Parma hanno l’occasione per portarsi a soli 3 punti dalla capolista. Partita decisamente brutta, soprattutto per colpa degli uomini di Conte che incappano in una serata no di tutti gli uomini chiave. Male il vice-Pirlo Pogba, male anche Marchisio e Vidal, malissimo Vucinic. Quagliarella ha l’unico merito del gol del vantaggio a inizio ripresa, ma quando l’ex Borriello fa l’1-1 (colpevoli Barzagli e il solito De Ceglie) Conte si rende conto dell’attuale pochezza dell’attacco bianconero. Chissà se Anelka da solo (appena atterrato a Torino) saprà far fronte a una preoccupante carestia offensiva.

L’episodio contestato. Al 92′ Lichtsteiner mette dentro da destra e Granqvist in stile un po’ goffo sembra deviare la palla con il braccio. L’arbitro Guida assegna solo il calcio d’angolo, la partita finisce tra le proteste dei bianconeri che chiedono il rigore e Conte se ne va urlando «È una vergogna».

Aria agitatissima nella notte dello Juventus Stadium, con almeno altri due episodi da moviola. Nel primo tempo Vucinic tocca di mano sugli sviluppi di un calcio d’angolo per il Genoa, mentre nella ripresa il montenegrino è trattenuto per la maglia da Antonelli: in entrambi i casi il calcio di rigore sembrava starci.

Avvio poco brillante per i bianconeri, un po’ contratti e sorpresi da un Genoa tutt’altro che arrendevole. Da una palla persa (non l’unica) di Vidal a centrocampo all’11’ parte un contropiede 3 contro 3 che però Olivera spreca malamente. Vivace anche l’ex Immobile. La prima occasione per i padroni di casa arriva al quarto d’ora, ma Caceres sugli sviluppi di un corner sparacchia alto con il piatto destro.

La Juve alza un po’ il ritmo, ma il Genoa ben messo in campo da Ballardini non concede nulla. Da segnalare un bel lancio di Pogba per Marchisio al 22′ e una ghiotta punizione dal limite calciata male da Vidal al 26′: certo Pirlo è un’altra cosa.

Grandi assenti della serata finora i due attaccanti bianconeri, con Vucinic nervoso e pasticcione e Quagliarella quasi invisibile: al 44′ Lichtsteiner mette dentro un cross basso e l’ex napoletano in estirada mette a lato. Spettacolo poco avvincente nel primo tempo dello Juventus Stadium, lo 0-0 dice tutto.

Il risultato si sblocca al termine di una delle prime azioni corali della partita per gli uomini di Conte. Vucinic controlla al limite spalle alla porta e premia il solito taglio di Lichtsteiner, che tocca dentro per la deviazione sotto misura di Quagliarella. La sfera viene deviata anche da Granqvist ma entra comunque in rete.

Ballardini prova il tutto per tutto e sbilancia i rossoblù: in campo Rossi, Bertolacci (quello della papera di Buffon nello scorso campionato) e Borriello. Proprio quest’ultimo gela lo Juventus Stadium con un preciso colpo di testa in tuffo su cross dalla destra di Kucka. Poi da ex rifiuta anche di esultare. Ma ora Conte ha 20 minuti per evitare la figuraccia.

Dopo il pari degli ospiti è assedio bianconero: il Genoa è in dieci per l’infortunio di Floro Flores arrivato dopo aver finito i cambi. Conte lancia nella mischia Giovinco, Giaccherini e il bomber della Primavera Beltrame. All’82’ proprio la Formica atomica coglie un palo su punizione dai 25 metri, Frey immobile. Beltrame subito pericoloso due minuti dopo: controllo dai 25 metri, dribbling e destro secco respinto a fatica da Frey. Ma i minuti scorrono e il Genoa è tutto chiuso nella sua trequarti. L’ultima occasione è per Bonucci, che al 92′ di testa colpisce male e Frey controlla.

Ma a tempo quasi scaduto la Juve recrimina per un fallo di mani di Granqvist in area. Conte infuriato con l’arbitro Guida, ma finisce qui: Juventus-Genoa 1-1.

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