Condannato per diffamazione il procuratore Cassata: pagherà un ammenda di 800 euro. Avrebbe inviato un esposto anonimo nei confronti del docente universitario Adolfo Parmaliana, morto suicida nell’ottobre del 2008

il procuratore Franco Cassata

Il Procuratore generale di Messina, Francesco Antonio Cassata, è stato condannato ad 800 euro di ammenda per il reato di diffamazione nei confronti di Adolfo Parmaliana, il docente universitario che si è tolto la vita nell’ottobre del 2008. La sentenza è stata emessa dal giudice di pace di Reggio Calabria. I sostituti procuratori Luca Miceli e Matteo Centini avevano chiesto la condanna del magistrato al lavoro di pubblica utilità.

La vicenda risale a diversi anni fa quando Cassata, secondo quanto ha sostenuto l’accusa, inviò ad un parlamentare siciliano e ad uno scrittore un esposto anonimo diffamatorio contro il docente universitario. Nel corso delle indagini, secondo quanto è emerso dal processo, a Cassata fu trovata una cartellina con un biglietto che riportava la scritta “anonimi da inviare”.

La notizia è stata così riportata da “Il Fatto Quotidiano”:

“E’ avvenuto un miracolo”. Così ha detto Fabio Repici, l’avvocato della famiglia Parmaliana e, tra gli altri, di Salvatore Borsellino, commentando la sentenza del processo al Procuratore generale di Messina, Antonio Franco Cassata.

Erano le 19.41 quando ci arriva questo messaggio da Fabio: Condannato.
Per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, un Procuratore generale viene condannato.

Ma, al contrario di quanto ho affermato in questi giorni a Fabio e ai miei colleghi di redazione, Marco e Angelo, io non credo ai miracoli. O meglio, non credo ai miracoli che avvengono da soli. Perché ne avvenga uno, c’è sempre bisogno di una persona che lo compie e di altre che la aiutino.

Esattamente come l’ha compiuto – e lo continuerà a compiere – la mia amica Angelina, che dopo nemmeno 30 ore da un’operazione di 6 ore al cervello, era già in piedi che camminava, mangiava e chiacchierava.

Sono le persone che compiono i “miracoli”. Le persone che non smettono di lottare anche quando le cose vanno male, quando sembra di star affrontando la sfida di Davide contro Golia, quando sembra di stare sul cavallo di Don Chisciotte, quando arriviamo al punto di star per mollare ma poi pensiamo “ancora un altro giorno”.

Per questo riusciamo a far avverare i sogni, per questo riusciamo a fare cose “impossibili”. Come poteva essere “impossibile” far condannare per la prima volta nella storia d’Italia un Procuratore generale.

E Franco Cassata lo è stato, condannato per diffamazione nei confronti del professore Adolfo Parmaliana, la cui storia vi ho accennato in un articolo scritto un anno fa. Era appena iniziato il processo e, parlando a Fabio Repici, che si scusava con Adolfo per non essere riuscito a farsi chiamare a deporre come teste, conclusi: “E l’unica cosa che mi sento di dire a Fabio Repici, avvocato di alcune delle famiglie migliori che conosco, Salvatore Borsellino, gli Alfano, i Manca, i Campagna, i Parmaliana, è che forse la sua mancata deposizione sarà un’altra battaglia persa, ma è una battaglia di una guerra che alla fine vinceremo”.

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