Le elezioni più mediatiche e manipolate di sempre puntano a restringere il campo dei contendenti al “trio” Bersani, Berlusconi e Monti. Ma le uniche alternative a un altro disastro sono Grillo e Ingroia

Antonio Ingroia e Beppe Grillo

Le elezioni si avvicinano ma i mass-media censurano programmi, contenuti, identità politiche e storiche. Lanciano solo slogan fasulli, calunnie e gossip, reclamizzando le liste maggiori e peggiori, i politicanti riciclati e screditati. Inventano il “voto utile”, utile non alle vittime del sistema, ma ai leader di sempre.

Le nostre elezioni non sono truccate solo nei numeri, nelle regole e nella canagliesca gestione mediatica.

Sono anche un inganno pianificato perché omettono contenuti, programmi, candidati, storie politiche e personali, dati essenziali di ogni elezione che garantisca l’esercizio della sovranità popolare delegata e della democrazia rappresentativa. I nostri imbonitori mediatici lanciano solo slogan e calunnie a vantaggio delle liste maggiori e peggiori, per loro le uniche accreditate a imporci politiche distruttive ed anticostituzionali.

Le liste di Grillo (M5S) e di Ingroia (Rivoluzione civile), scomode per “lorsignori” vengono indicate come liste di pura “protesta”, inutile e/o marginale. Lo scontro reclamizzato è tra Bersani (PD) e Berlusconi (PDL): uno “scontro” fuorviante, figlio di uno stesso schema ideologico e politico: il neoliberismo.

Dopo le elezioni – come hanno già dichiarato – PD e SEL staranno con Monti e la sua lista oligarchica e clericale (UDC, Confindustraia, Vaticano e simili), come già da più di un anno.

Berlusconi (PDL), per ragioni elettoralistiche e personali, ora critica Monti e la sua politica, dopo averlo sostenuto per più di un anno. Salverebbe il disastro italico con l’abolizione dell’IMU sulla prima casa?!

Una panzana abissale che copre solo un obiettivo di governo, vecchio di decenni, ma in un contesto mondiale, europeo e nazionale molto diverso e più disastroso che in passato.

Non sapendo cosa inventare, i nostri giornalisti-politicanti inventano il solito slogan del “voto utile”: vogliono che si voti solo per le 3 liste sponsorizzate ed affini: PD, PDL, lista Monti.

Il programma di queste liste è quello di Monti, forse con qualche ritocco di facciata, perciò non bisogna nominare i programmi delle liste, meno che mai di quelle di opposizione (M5S e Rivoluzione civile). Ma questa volta l’ammucchiata PDL-PD-UDC è improponibile: occorre inventare una dittatura di maggioranza che elimini gli “assurdi vincoli “costituzionali (Parlamento, Corte Costituzionale, opposizione, disegni di legge, ecc.) e consenta l’emissione di decreti governativi di rapida e indiscutibile attuazione. Lo ha spiegato più volte in TV Berlusconi, chiedendo un voto utile e binario secco: per il PDL o per il PD. Ma poiché nessuno dei due partiti avrà la maggioranza richiesta, sarà necessario allearsi con Monti (15% nei sondaggi).

Dobbiamo chiederci, un voto utile per chi? Per le vittime del sistema o per i loro carnefici? La lista M5S di Grillo supererà ampiamente gli sbarramenti imposti, quindi votarla non significa disperdere voti.

La lista “Rivoluzione civile“ di Ingroia, nata da poche settimane, sta già al 5%: potrà crescere, soprattutto se gli elettori coscienti le daranno il voto, sulla base del programma e dei candidati espressi. Il problema è che la stragrande parte dell’elettorato non conosce né il programma né i candidati di questa lista, che vengono oscurati da tutti i mass-media. Infatti le tribunette mediatiche, quando ospitano Ingroia e qualche suo candidato, la buttano in gossip e in chiacchiere, con lo scopo di nascondere programmi, identità, obiettivi.

In questo modo “Rivoluzione civile” ed i suoi candidati diventano pretesti di “gazzarra” e di maldicenza. Si tratta invece di un soggetto politico nuovo e alternativo, ancorato all’impianto e al rilancio costituzionale. Una lista composita, ma unitaria, frutto di un onesto compromesso tra forze di opposizione vera – movimenti e partiti – che può scardinare con successo le politiche neoliberiste. In pochi giorni, in modo collegiale, ha preso decisioni difficili: programma, candidati, identità politica, ecc. Perciò il voto a questa lista è il vero “voto utile” per la maggioranza onesta del popolo italiano.

Le ingiuste e deboli critiche di Grillo ad Ingroia sono in realtà il frutto di una difesa d’ufficio di M5S.

Quelli che si asterranno faranno il gioco delle 3 liste citate – PD, PDL, lista Monti – legittimando così la politica disastrosa e guerrafondaia che stiamo subendo. Anche la lista PCL di Ferrando, che pure ha programmi e candidati antagonisti, farà il gioco dei partiti dominanti, suo malgrado: non superando gli sbarramenti elettorali, regalerà voti e seggi ai partiti maggiori e peggiori che conosciamo. Il suo rigore ideologico, in astratto rispettabile, produrrà purtroppo l’esatto contrario di ciò che auspica (il socialismo).

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