“Pausa di riflessione” della banca che punta a una transazione con il Comune di Taormina sui due contratti derivati stipulati nel 2002 e 05 e annullati dalla Giunta per l’assenza di benefici e “costi occulti” a carico dell’ente

Bnl prende tempo sulla controversia dei derivati

Bnl prende tempo nelle trattative con il Comune di Taormina per un possibile tavolo di conciliazione sulla causa in atto tra le parti sui contratti “swap” a suo tempo stipulati dall’ente locale con l’istituto di credito e nell’ottobre 2011 annullati da Palazzo dei Giurati. Un incontro senza esito si era svolto prima delle festività natalizie a Roma e le parti si erano aggiornate ai primi di gennaio. Poi però la banca, a quanto pare, ha preferito un’ulteriore pausa di riflessione sulle strategie legali e finanziarie per dirimere la questione.

“Bnl probabilmente ritiene opportuno prendere tempo e fare ulteriori valutazioni sulla vicenda. Al momento rimaniamo forti della nostra posizione e possiamo soltanto dire che non ci è stata chiesta una data per un nuovo incontro”, precisa l’assessore al Bilancio e al Contenzioso del Comune di Taormina, Fabio D’Urso. A sollecitare un accordo era stata proprio la Banca Nazionale del Lavoro, che nelle scorse settimane ha depositato a Roma presso ADR Center, istanza per l’avvio di una procedura di mediazione. Quindi nella capitale si sono recati l’assessore D’Urso e l’avv. Nino Parisi, legale incaricato dal Comune per questa controversia. La discussione, in quella occasione, si è rivelata interlocutoria. Un nuovo incontro si sarebbe dovuto tenere già l’8 gennaio ma è poi saltato.

Nodo del contendere sono i diffenziali scaduti e non pagati, oggetto dell’azione giudiziaria intrapresa dal Comune nei confronti di Bnl e quindi della contesa in atto sia al Tribunale di Messina che al Tar di Catania, dove BNL si è opposta alla delibera di Giunta del Comune cha ha disposto l’annullamento dei due contratti. Gli accordi contrattuali di finanza derivata furono stipulati dal Comune di Taormina con Bnl, nel 2002 e 2005, quando il “contratto swap” fu rinegoziato e rinominato “Irs con collar”.

L’intesa sarebbe dovuta durare sino al 2019 ma il Comune ha attuato l’uscita anticipata dai contratti. Dagli atti in oggetto, il Comune non avrebbe tratto i benefici sperati e ha consultato, per un’analisi specialistica dei contratti, la Ifa Consulting di Verona. Da questo parere sarebbero emersi “costi occulti e/o invisibili”, sostenuti dall’ente.

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