Gli avvocati del Comune di Taormina: “decisione del giudice è sorprendente. Adesso ricorso per la revoca dell’ordinanza che assegna i 25 milioni ad Impregilo”

lodo Impregilo ancora in primo piano al Comune di Taormina

C’è ancora una speranza di evitare il maxi-prelievo milionario dalle casse del Comune di Taormina ad opera di Impregilo. I legali di Palazzo dei Giurati si dicono, convinti infatti, che la partita sia ancora aperta e in una nota trasmessa nelle scorse ore all’Amministrazione comunale hanno fatto il punto della situazione ed inviato anche copia della recente ordinanza disposta dal Tribunale di Taormina. Si tratta di un documento di tre pagine che annuncia l’opposizione al decreto ingiuntivo che, ad oggi, dà l’ok all’impresa milanese per l’acquisizione di 25 milioni di euro dal forziere comunale della città del Centauro.

Gli avvocati Andrea Scuderi e Francesco Munafò, con il placet del Comune, si dicono pronti a presentare in tempi stretti istanza di revoca dell’ordinanza inerente il giudizio di opposizione al suddetto decreto ingiuntivo, con cui si concede in via integrale l’esecutorietà dell’azione intentata da Impregilo. “Si è trattato di una decisione sorprendente – si legge nella nota a firma di Scuderi e Munafò -, emanata da un giudice onorario che ha ritenuto di potersi discostare, in maniera così eclatante, dalle pronunce dei precedenti giudici togati, che già si erano occupati della controversia”.

Secondo gli avvocati difensori del Comune, nel giudizio “è stata sovrapposta una nuova esecutività, totale, a quella soltanto parziale, che era stata già concessa con effetto preclusivo di ogni altro analogo intervento in corso di causa”. L’ordinanza disposta dal Tribunale di Taormina il 12 dicembre scorso ha ritenuto che l’opposizione al decreto ingiuntivo n. 185/2007 “è stata proposta oltre il termine fissato nel decreto ingiuntivo medesimo”. “L’istruttoria espletata – si legge sempre nel dispositivo – non è valsa a dimostrare né il caso fortuito né la forza maggiore richiesti dall’art. 650 del c.p.c. per l’ammissibilità della opposizione tardiva, non potendo considerarsi tale lo stato di salute del sindaco pro-tempore (Carmelantonio D’Agostino, ndr); l’intempestività dell’opposizione e quindi la tardiva costituzione dell’opponente va equiparata alla sua mancata costituzione, con conseguente improcedibilità dell’opposizione”.

Tale giudizio viene adesso contestato dai legali del Comune di Taormina, con riferimento in particolare agli art.647 e 650 del c.pc. “Il primo e più immediato rimedio, nei confronti dell’anomalo provvedimento in questione – affermano Scuderi e Munafò -, è costituito da un’istanza di abbreviazione d’udienza e revoca dello stesso. In aggiunta va considerato che l’atto di cui si discute assume per alcuni aspetti contenuto effettivamente decisorio. Sicchè. in via cautelativa, appare opportuno avanzare avanzare con una istanza riserva di impegnazione degli eventuali aspetti decisori in esse contenuti, ribadendola quindi in udienza e nei successivi atti del giudizio sino alle conclusioni”.

“Si assicura l’Amministrazione – conclude il documento – in merito alla sollecita proposizione di istanza di revoca. Ora, parallelamente alla presentazione di questa istanza, si attende che la Commissione preposta concluda il collaudo dei parcheggi con una relazione sullo stato finale delle opere: da questo passaggio il Comune di Taormina conta di poter trarre le indicazioni per quantificare una contro-richiesta di danni nei confronti di Impregilo, per una cifra che potrebbe attestarsi sui 30 milioni di euro.

L’impresa, a sua volta, ha già iscritto in bilancio i 25 milioni che intende prelevare dal Comune taorminese e aspetta l’esito di un altro contenzioso, in atto sempre a Trappitello, nel quale c’è un decreto ingiuntivo da ulteriori 7 milioni 200 mila euro  che pende come una “spada di Damocle” su Palazzo dei Giurati. Il tutto mentre a Messina dovrebbe iniziare quanto prima in Corte d’Appello un nuovo processo sul lodo principale, come disposto dalla Cassazione.

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