La povertà assoluta tocca 3,4 milioni di persone. Alto tasso disoccupazione giovanile. Immigrati triplicati

aumenta la povertà in Italia

Nel 2011 le famiglie in condizioni di povertà relativa sono l’11,1%: si tratta di 8,2 milioni di individui poveri, il 13,6% della popolazione residente. La povertà assoluta coinvolge il 5,2% delle famiglie, per un totale di 3,4 milioni di individui. E’ quanto emerge da ‘Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo’, presentato oggi dall’Istat.

Sempre per l’Istat in Italia il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è al 29,1%, in aumento per il quarto anno consecutivo e superiore a quello medio dell’Unione europea (21,4%). Il tasso di disoccupazione generale, invece, nel 2011 resta invariato rispetto all’anno precedente (8,4%) e inferiore a quello della Ue (9,7%). La disoccupazione di lunga durata (che perdura da oltre 12 mesi) ha riguardato il 51,3% dei disoccupati nazionali, il livello più alto raggiunto nell’ultimo decennio.

Nel 2011 in Italia è occupato il 61,2% della popolazione di 20-64 anni, solo un decimo di punto in più rispetto al 2010. Si presenta molto marcato lo squilibrio di genere: le donne occupate sono il 49,9%, gli uomini il 72,6%.

In dieci anni la popolazione straniera residente in Italia è più che triplicata (Censimento 2011) e nell’ultimo decennio il saldo naturale della popolazione straniera – fortemente positivo – ha parzialmente compensato il saldo naturale negativo della popolazione italiana: all’1 gennaio 2012 i cittadini stranieri non comunitari regolarmente presenti in Italia sono poco più di 3 milioni e 600 mila, circa 100 mila in più rispetto all’anno precedente. Tra il 2010 e il 2011 i flussi di nuovi ingressi verso il nostro Paese hanno subito un brusco rallentamento: i permessi rilasciati durante il 2011 sono 361.690, quasi il 40% in meno dell’anno precedente. In Italia la spesa sanitaria pubblica è di circa 112 miliardi di euro, molto inferiore a quella di altri importanti paesi europei; essa corrisponde al 7,1% del Pil e a 1.842 euro annui per abitante (2011). Le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 19,5%. La spesa sanitaria delle famiglie, che rappresenta l’1,8% del Pil nazionale, ammonta a 909 euro per famiglia nel Mezzogiorno e a 1.163 euro nel Centro-Nord. lo dice l’Istat nel rapporto ‘Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo’ presentato oggi.

In tutte le regioni tra il 2002 e il 2009 si è verificata una convergenza verso la media nazionale del numero di posti letto ospedalieri per mille abitanti, in discesa da 4,3 a 3,5. Nel 2010 le Regioni sono state interessate da circa 597mila ricoveri ospedalieri di pazienti non residenti (8,2% dei ricoveri ordinari per ‘acuti’). I tumori e le malattie circolatorie si confermano le principali cause di ricovero ospedaliero, con differenze contenute a livello regionale.

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